Elezioni 2012

Centrosinistra, il tavolo politico riunito stasera dal sindaco per sciogliere gli ultimi nodi

Durante la direzione del Pd, sabato scorso scontro tra Bruno Saladino e Luca Gaffuri
Il tavolo politico della maggioranza di centrosinistra, convocato per questa sera, dovrebbe finalmente servire a sciogliere gli ultimi dubbi sulla composizione della giunta di Palazzo Cernezzi e sul nome del presidente del consiglio comunale del capoluogo. I partiti e i movimenti civici che hanno appoggiato la candidatura di Mario Lucini si ritrovano per sentire dalla voce dello stesso sindaco la proposta finale di organigramma. Le incertezze, sulle quali si è lavorato ancora ieri, riguardano i
nomi degli assessori alla Cultura e ai Lavori pubblici. Oltre, come detto, al ruolo di presidente dell’assemblea civica, che Lucini vorrebbe assegnare a Stefano Legnani, segretario cittadino del Pd e terzo tra gli eletti Democratici a Palazzo Cernezzi.
TOTONOMINE
Il quadro, sino a questo punto, è così delineato. In giunta entreranno sicuramente Lorenzo Spallino (con delega all’Urbanistica), Gisella Introzzi (Attività produttive), Giulia Pusterla (Bilancio), Bruno Magatti (Ambiente), Silvia Magni (Istruzione e Università) e Marcello Iantorno (Patrimonio). Quest’ultimo ha incontrato venerdì scorso il sindaco dal quale ha ricevuto il via libera per l’ingresso nell’esecutivo. Restano quindi da individuare due assessori e da sciogliere il nodo della presidenza del consiglio comunale.
Sull’assessorato alla Cultura, in particolare, si è scatenato un complicato totonomine. Vuoi per la ritrosia del primo cittadino a parlare dell’argomento, vuoi per la complessità della vicenda.
La quadratura del cerchio è infatti legata al mantenimento di sottili equilibri che nessuno vuole mettere in pericolo. Lucini vuole esercitare il ruolo che gli deriva dall’investitura diretta dei cittadini e intende scegliere i due assessori mancanti in totale autonomia. D’altro canto, le forze politiche – in particolare il Partito Democratico – spingono per avere comunque un peso nella decisione. Su questo, nella direzione del Pd riunita sabato scorso nella sala grande della Cna, c’è stato un duro confronto tra l’ex consigliere comunale Bruno Saladino e il capogruppo in Regione Luca Gaffuri. Secondo Saladino, che lo ha detto «deliberatamente», ogni uscita pubblica di Gaffuri, soprattutto sul tema delle nomine in Comune, è vissuta come una pesante ingerenza e va evitata.
«Dall’autonomia di Lucini dipende la sua autorevolezza», ha aggiunto l’ex preside del Liceo Volta.
Gaffuri ha replicato senza scaldarsi troppo. «Vorrà dire che farò semplicemente il consigliere regionale e capogruppo, ad altri spetterà invece occuparsi del Comune e dell’amministrazione cittadina».
CRITICHE ALLA STAMPA
Sempre nella direzione del Pd si è levata qualche voce critica verso la stampa. In particolare, il segretario cittadino, Stefano Legnani, è intervenuto per denunciare presunte fughe di notizie dagli organismi dirigenti. «Le cose dette tra noi, se sono riservate, devono rimanere tali – ha spiegato – Personalmente non dirò più niente nelle nostre riunioni finché qualcuno ne parlerà subito dopo con i giornalisti».
Qualcuno ha fatto notare quanto fosse curiosa la posizione di chi ha sempre predicato trasparenza e limpidezza e poi nega la possibilità che l’opinione pubblica conosca le linee quantomeno essenziali del dibattito interno. Ma Legnani, interpellato dal Corriere di Como, ha ribadito la sua posizione: «Forse il mio intervento è stato un po’ sopra le righe – ha ammesso – ma dopo otto mesi avevo bisogno di sfogarmi».
I PAPABILI
Sempre nella direzione del Pd è poi emersa la necessità di convocare al più presto il nuovo gruppo consiliare, che fino a oggi non si è mai riunito.
Nel frattempo, si susseguono i boatos attorno ai possibili assessori “tecnici” della futura giunta Lucini. In particolare, c’è fortissima curiosità sul futuro titolare della delega alla Cultura. Ieri giravano moltissimi nomi, alcuni dei quali francamente improbabili. L’esercizio dell’indovina chi? è diventato quasi un gioco nella “società politica”, ma il risultato ovviamente è nullo. Le fonti più accreditate indicano in ogni caso due possibili successori di Sergio Gaddi: la prima è Barbara Minghetti, presidente di Aslico (ruolo, questo, incompatibile con la presenza in giunta); il secondo è Alberto Longatti, giornalista e operatore culturale, il cui figlio (Marco) era candidato con la lista Como Civica. Due nomi ma nessuna certezza.

Dario Campione

Nella foto:
Non è ancora chiaro chi sarà, tra i consiglieri di maggioranza, a presiedere l’assemblea di Palazzo Cernezzi. Sul nome del presidente il centrosinistra non ha deciso
29 maggio 2012

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