Centrosinistra, Lucini pronto a lanciare una lista civica

Il trionfatore delle primarie chiude invece al centro: «Ipotesi non percorribile»
Pronto a lanciare una lista civica con il suo nome, nonostante il naufragio politico dell’esperimento portato a termine dal predecessore. «Indisponibile» a un’alleanza con il centro, anche qualora i rappresentanti del terzo polo lo chiedessero. Più che convinto della necessità di prendersi il tempo necessario per costruire programmi e alleanze.
Il giorno dopo il trionfo alle primarie del centrosinistra, vinte con quasi il 50% dei voti, Mario Lucini si è seduto al tavolo con i

suoi (ex) avversari e ha risposto alle domande della stampa. Toni come sempre pacati, grande fair play e una speranza: «Questa volta si può vincere».
«Il nostro obiettivo è governare la città – ha detto Lucini – inutile fare promesse, meglio individuare obiettivi concreti e trovare gli alleati giusti con cui realizzarli». L’attuale capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi plaude alla sua “squadra” – «una quarantina di persone che mi ha aiutato e che ringrazio» – dice, e conferma di volere prendersi «tutto il tempo che serve per incontrare le forze politiche e sociali ed estendere così il percorso di formazione del programma». Nessun «allargamento», però, a chi non ha partecipato alle primarie e nemmeno «alcuna preclusione». Lucini sa bene che ogni voto, in questa contesa ricca di incognite (a partire dalle liste civiche, che crescono come gli asparagi nell’orto), sarà determinante. Via, quindi, al dialogo con Rifondazione Comunista, Italia dei Valori e gli stessi rappresentanti della Lista per Como, che quattro anni fa appoggiarono Luca Gaffuri e adesso sembrano intenzionati a tentare la corsa in solitaria.
«Dubito che tutte le compagini civiche oggi annunciate tengano sino alla fine – ha profetizzato Lucini – In ogni caso, tenterò di parlare con Mario Molteni e Roberta Marzorati; se non potremo trovare un’intesa al primo turno mi auguro che si possa fare al secondo».
I numeri
La conferenza stampa di ieri pomeriggio, convocata nella sede del Partito Democratico, in via Regina, è iniziata con i numeri delle primarie. Intanto i votanti: 3.532, quasi 1.500 in più del 2007, quando a scegliere tra Luca Gaffuri, Donato Supino e Alberto Bracchi erano stati 2.078.
«Un risultato di partecipazione straordinario – ha commentato Stefano Legnani, segretario cittadino del Pd – Un dato che conferma la volontà di cambiamento che attraversa il capoluogo».
Mario Lucini, come detto, si è affermato in modo netto. Ha ottenuto infatti 1.745 voti, pari al 49,4% dei votanti. Lucini ha vinto in 14 seggi dei 18 allestiti domenica e ha letteralmente trionfato ad Albate e a Muggiò (in quest’ultimo seggio con esito bulgaro: 88%). Buono il risultato di Gisella Introzzi, che ha avuto 916 preferenze (pari al 25,9%) e la soddisfazione di vincere la contesa in città murata. Al di sotto delle aspettative, invece, i voti raccolti da Bruno Magatti: 507, il 14,4% del totale (e vittoria nel solo seggio di Camnago). «Non voglio nascondere la mia insoddisfazione – ha detto lo stesso Magatti in conferenza stampa – Il risultato è molto inferiore alle attese, soprattutto se confrontato con il lavoro che abbiamo fatto. La mia candidatura era forse la più “politica”, in quanto sostenuta apertamente da due partiti (Psi e Sel, ndr). Resto a disposizione per un progetto che, anche alla luce del numero di votanti delle primarie, può risultare vincente».
Ultimo «ma non sconfitto» alle primarie 2011 è stato Marcello Iantorno, che ha raccolto 344 voti (9,7%) e risultati lusinghieri a Prestino e nel seggio di via Regina. «Per me si è trattato di un’esperienza importante, in particolare sul piano delle relazioni umane. Un’esperienza che consiglio a chiunque voglia impegnarsi in politica». Iantorno è stato l’unico a complimentarsi nuovamente con il vincitore e si è detto «pronto a continuare un lavoro iniziato nel 2007. Abbiamo ancora qualche mese di battaglie in consiglio comunale per spiegare alla città quanto sia necessario il cambiamento di rotta».
Le prossime tappe
Una cosa è chiara. Dopo aver incassato la fiducia di una parte numericamente consistente del suo elettorato, il centrosinistra comasco intende mettere in moto subito la macchina del voto. Prova ne è che finita la conferenza stampa, i quattro candidati delle primarie si sono chiusi alle spalle la porta della sala per fare (forse) la prima riunione operativa.
«Credo che sia utile e necessario non far decantare troppo il successo di domenica – aveva detto poco prima Gisella Introzzi – Bisogna coltivare le relazioni intessute in queste settimane, approfondire il programma e far conoscere al più presto alla città il nostro disegno complessivo. Fondamentale sarà non disattendere le aspettative che si sono create e il grande fermento cresciuto attorno a queste primarie».

Dario Campione

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