C’ERA UNA VOLTA CAROSELLO

IL COMMENTO
“A letto dopo Carosello”. Era un dogma. Non si poteva transigere, e per un’intera generazione qualsiasi evento successivo a quell’orario è stato un tabù. Infranto in rare eccezionali occasioni, come Italia-Germania 4-3 (Messico 1970). Da allora un po’ di cose sono cambiate. Sarà perché non c’è più Carosello, ma i ragazzi di oggi non vanno più a letto presto la sera (a dormire, intendiamo). E su questa scia si è aperto un dibattito sull’ora più opportuna per fare iniziare le lezioni scolastiche.
Per la verità è un tema già un po’ incancrenito di cui si discute ciclicamente. Anche per altri motivi: viabilistici, urbanistici, familiari, sociali. Insomma, l’orario delle lezioni a chi deve adattarsi? Ai ragazzi che vanno a letto tardi la sera e quindi fanno fatica a svegliarsi la mattina o agli insegnanti che prima cominciano e prima finiscono, o ancora ai genitori che già vanno in ufficio e così accompagnano i figli a scuola? Da un punto di vista strettamente biologico, si sa che il sonno è una componente fondamentale e irrinunciabile del benessere della persona. In età infantile e adolescenziale doppiamente, per consolidare i processi di apprendimento e per la regolazione ormonale e strutturale del cervello in crescita. Quante ore? Non c’è una regola fissa, c’è il gufo che rende meglio la sera e l’allodola che lo fa al mattino, ma almeno 7-8 ore per notte sono indispensabili in pubertà.
I rischi di non dormire a sufficienza: calo del rendimento scolastico, stati depressivi, sovrappeso e obesità, incidenti alla guida di bici, motorini e auto.
Ma interrogarsi sull’orario di inizio delle lezioni, in realtà, evade la domanda che sta a monte: che cosa fanno i ragazzi la sera fino a tardi? Perché sicuramente non conversano amabilmente con i genitori, né guardano con loro un film, tantomeno leggono libri e quotidiani. Se ne stanno chiusi nelle loro camerette a navigare su internet. Alcuni chattano con gli amici, altri telefonano, pochissimi studiano. I genitori rassicurati che i loro ragazzi sono chiusi in stanza, sanno che navigare su Internet senza controllo è come camminare nelle strade del mondo? Si può incontrare chiunque. Ma questo è un altro discorso. Per rimanere nel nostro tema, preme far conoscere che la luminosità di pc, tablet e smartphone è eccitatoria, e che magari sommata a un beverone per stare svegli a studiare (per chi ci crede) e una sigaretta (la nicotina è stimolante) diventa un cocktail devastante per il sonno, che infatti non arriva prima delle 2-3 del mattino.
Quindi dibattiamo pure sull’orario di inizio delle lezioni, sentiremo le solite tesi su cosa è meglio per i ragazzi e per la società, ma se vogliamo veramente il bene dei nostri figli, prima ancora di decidere a che ora svegliarli, stabiliamo a che ore mandarli a dormire e soprattutto che cosa fare prima, meglio se assieme ai genitori. Forse ora faranno il diavolo a quattro, ma tra qualche anno ci ringrazieranno.

MARIO GUIDOTTI

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