C’era una volta la discoteca

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Tradizioni

Ieri è stato il primo sabato senza “Made”: la decisione è stata presa dalla Questura di Como in seguito a una rissa. Nell’ordinanza si legge per le troppe situazioni di «pericolo per l’ordine e la sicurezza». Il “Made”, prima “Cfc” ossia “Como Fashion Cafè” è, per chi ha più di trent’anni, il mitico “Charlie”. Questo il primo nome del locale di via Sant’Abbondio trasformato per un breve periodo pure in sala Bingo.
Il caso “Made” è lo spunto per un “Memories on a Danceflor”

in salsa comasca. Che fine hanno fatto le discoteche degli anni Ottanta e Novanta?
Il quotidiano “Repubblica”, che cita il blog “Memories” parla pure della “Ca’ Franca” di Lipomo.
Negli anni Ottanta fu uno dei locali più in voga del territorio, di proprietà di Carluccio Cicardi. È l’ambiente preferito dalla moda giovanile “Dark” che prevede un look total black e musica del settore. Nell’inverno del 1986 ospiterà un’esibizione della pornostar Cicciolina.
Nella calca del locale avvenne anche una zuffa che costrinse la futura parlamentare a un’esibizione lampo e a rifugiarsi in un altro locale comasco, il “Diva” di Camerlata.
Se il “Ca’ Franca” era una grande discoteca, che si contendeva i giovani a centinaia con il “Charlie”, il “2001 Music Club” Erba e il “Roncaccio” di Bizzarone”, quello del “Diva” era un ambiente più raccolto e ovattato. Pista non molto grande e divanetti di velluto. In tempi più recenti è stato trasformato in un locale di lap-dance e soft strip-tease.
A Camerlata c’era anche un’altra piccola discoteca, “La Trottola” in via Scalabrini. Oggi gli stessi locali ospitano un sexy shop. Sempre nel novero delle mini-discoteche uno spazio se lo ricavava “La Mela” di piazza De Gasperi, a un passo dal lago e dalla Funicolare. Lo stesso ambiente oggi è diventato il fortunato “Bar Giuliani” uno dei pochi locali in cui si può ancora ascoltare buona musica dal vivo dopo la chiusura del mitico “Charleston” di Massimo Vita.
Più recente la storia delle ex “Officine” di via Piadeni, che negli anni ha cambiato più volte nome, da “Farenight” a “Monckey’s”, da “Scarlet” a “2Bed” a “Jacko Privè” solo per citare gli ultimi. Durerà invece solo una stagione “L’Extreme” al Quarto Ponte per problemi con il “vicinato”. Il polo erbese delle discoteche, oggi grande attrattore di giovani, negli anni Ottanta e Novanta è soprattutto il “2001” di via Milano. La discoteca si trasforma in “Club Modà” e diventa un locale cult della notte con clienti anche dal Milanese. Uno dei più noti complessi pop degli ultimi anni vorrà chiamarsi “Modà” proprio in omaggio al locale erbese (e non viceversa). A poca distanza fioriscono le stagioni del “Caramel”.
Clientela raffinata e auto di lusso davanti all’ingresso. Anche il “Lady Caramel” ha cambiato nome e oggi è “La Villa” ma ha mantenuto inalterata la sua mission di locale à la page per le notti dei comaschi e dei milanesi.
A Cantù era in voga il centralissimo “Papillon” mentre nelle serate clou al “Triangolo” di Novedrate si faceva fatica a entrare. Questo locale durante l’estate proponeva anche la sua versione “Open”.
Come per tanti comaschi in Brianza anche negli anni Ottanta e Novanta non si era immuni al fascino dei locali milanesi. La tappa obbligata è in corso Como all’Hollywood o allo “Shockyng”, in alternativa si può fare un salto al “LoolaPaloosa”. Chi può permetterselo prenota un tavolo o si fa mettere in lista. Altrimenti è consigliabile presentarsi con un dresscode adeguato e con amiche al seguito per non rischiare di passare tutta la serata pregando i “buttafuori” di farti entrare.
Merita un discorso a parte la zona del lago. “L’Orly” di San Fedele Intelvi pullulava di giovani. Oggi è uno stabile dismesso. Dalle sue ceneri potrebbe sorgere un centro commerciale. Identica sorte per un’altra disco, il “Rosen Garden” di Porlezza che aveva ospitato negli anni Settanta anche Domenico Modugno e i “Ricchi e Poveri”.
Ci sono poi i lidi, locali che vivono solo nella stagione estiva. Quello di “Cadenabbia” conosce stagioni straordinarie. Il venerdì al Lido è una tappa obbligata. Lo stesso si può dire per due altre strutture direttamente sul lago, il “Lido di Menaggio” e il “Lido di Lenno”. Il rapporto tra le orde di giovani e il vicinato non è però sempre idilliaco. La musica si deve abbassare, se non spegnere, quando altrove le feste stanno per iniziare. I gestori devono così via via mollare il colpo. Oggi resiste e fa numeri importanti il “Lido di Bellagio” ed è molto apprezzato dai giovani anche il “Lido di Faggeto”.

Paolo Annoni

Nella foto:
Giovani ballano in discoteca. I locali comaschi degli anni Novanta faticano a sopravvivere

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