Cronaca

C’era una volta la movida

E c’è ancora, ma i residenti denunciano: «Nessuno dei candidati a sindaco ci ha ascoltato»
La movida comasca riaccende i motori. Complice il bel tempo di questi ultimi giorni e le temperature estive, si presenta il consueto “scontro” tra baristi e residenti che ricominciano a trascorrere sonni agitati per colpa del popolo della notte.
Dopo le ultime due stagioni estive combattute a suon di ordinanze, ricorsi al Tar e proteste dei comitati di residenti, anche questo anticipo dell’estate 2012 non promette nulla di buono. Sicuramente nulla di nuovo.
I contendenti sono sempre
gli stessi, ben asserragliati in trincea. Da un lato i gestori dei locali notturni arroccati nei loro bar e armati con tavolini all’aperto, drink e musica. Dall’altro chi invece in centro tenta di viverci e spera anche di poterci dormire.
Al momento la vittoria arride agli esercenti, forti del ricorso vinto al Consiglio di Stato da Confcommercio Como contro l’ordinanza del Comune di Como.
A nulla sono servite le carte bollate e le ordinanze e le limitazioni agli orari di apertura. Tutto – benché lo “scontro” sia ancora abbondantemente sotto il livello di guardia – sembra infatti essere destinato a ripetersi. E la città di Como non è sola.
Proprio nelle ultime ore anche dalla capitale arrivano notizie simili. Il Tar del Lazio ha infatti sospeso l’ordinanza “antialcol” emanata dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che aveva prorogato fino al 30 settembre 2012 il divieto, dalle 23 alle 6, di vendita, somministrazione e consumo di bevande alcoliche nelle strade, in particolare nelle aree della capitale più interessate dalla movida.
«Purtroppo non è cambiato nulla. Con il caldo è ritornato il rumore in strada e i ragazzi fuori dai locali. Era inevitabile. Bastano poche persone fuori da un bar per riproporre i vecchi problemi – spiega Roberto Salvio, portavoce del comitato comense dei residenti – La movida non è ovviamente sparita dal centro di Como. Le solite vie e piazze continuano a rappresentare i punti sensibili della città».
Tra pochi giorni intanto si saprà chi diventerà il nuovo sindaco di Como.
«Durante la campagna elettorale non abbiamo sentito assolutamente nessuno – dice Salvio – Non ci siamo presentati personalmente ai candidati, ma il problema è ben noto in città. Spero solo che il nuovo sindaco possa mettere in agenda anche la movida, ovviamente non pretendiamo che sia il primo tema all’ordine del giorno, ma quantomeno che ci sia. Vogliamo solo che ci ascoltino». Intanto sul fronte opposto tutto sembra tranquillo.
«Sinceramente ci auguriamo che non si ripropongano i problemi del passato. Noi come sempre cerchiamo di lavorare al meglio, facendo rispettare orari, limiti e intervenendo laddove si dovessero creare situazioni di tensione», esordisce Mirco Andreani, gestore del ristorante “Le Soste” di via Diaz, strada da sempre tra le più gettonate dalla movida comasca.
Ad Andreani fa immediatamente eco un altro gestore del centro.
«Non posso credere che ci sia già chi si è lamentato – spiega Alessandro Lucchese, titolare del bar “Q” di via Indipendenza – Non hanno capito che è vitale per Como avere turisti e giovani per le strade. Spesso quando esco dal locale attraverso il centro completamente deserto oppure ostaggio di balordi. Non è forse meglio, ovviamente seguendo delle regole di civiltà, avere persone a passeggio e nei locali? Non siamo forse una meta turistica?»

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Un’immagine emblematica della movida notturna
18 Maggio 2012

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