Cerchio del Sant’Anna, conferenza in biblioteca
Cultura e spettacoli, Territorio

Cerchio del Sant’Anna, conferenza in biblioteca

L'area del "grande cerchio" accanto al Sant'Anna di San Fermo L’area del “grande cerchio” accanto al Sant’Anna di San Fermo

 

Un importante appuntamento, organizzato dalla Società Archeologica Comense, è in programma per il tardo pomeriggio (ore 18) di venerdì 13 prossimo presso la Biblioteca Comunale di Como in P.zetta Lucati, con ingresso libero.

Si parlerà infatti , ma non solo, del grande cerchio di età preistorica venuto alla luce nel 2007 in occasione delle indagini condotte dalla Soprintendenza Archeologica della Lombardia nel corso dei lavori per la costruzione del nuovo Ospedale S. Anna in località Tre Camini, a valle della Spina Verde, in prossimità della confluenza del torrente Valle Grande con il Seveso.

Il controllo del territorio era parso necessario trattandosi di area prossima agli insediamenti della Como preromana ma era impensabile una scoperta eccezionale come quella di una struttura circolare di quasi 70 metri di diametro, delimitata da una doppia corona di ciottoli, con una platea centrale di pietre convergenti verso una buca di palo che ne richiama un’altra periferica quasi a creare un orientamento. Singolare la presenza di una raggiera a spicchi alterni di terra chiara e scura e delle sottostanti tracce di aratura rituale.

Gli studiosi si sono interrogati ed ancora si interrogano su quale possa esserne stata la destinazione: luogo sacro di culto, ambiente cerimoniale pubblico, osservatorio astronomico? Sta di fatto che si tratta di struttura sicuramente preistorica, databile all’Età del Ferro ( VI secolo a. C.) che non ha eguali in Italia e rari  e labili rimandi in Europa.

Sarà l’archeologa Stefania Jorio, che condusse gli scavi, ad illustrare per la prima volta alla cittadinanza comasca particolari ed ipotesi relative alla straordinaria sco perta, in corso di valorizzazione anche grazie all’intervento dell’Ente ospedaliero.

Le sorprese tuttavia non si fermano qui poiché l’area indagata ha restituito, anche ad una certa distanza dal grande cerchio, una ventina di tombe di età varia ( alcune addirittura di età romana) a prova della frequentazione dei luoghi. Sono  tuttavia in prevalenza attribuibili alla cosiddetta” cultura di Golasecca”,l’antica civiltà di Como sviluppatasi nell’arco del millennio che precedette la conquista romana (196 a. C.)

Tombe caratterizzate dalla cremazione del defunto, con le ceneri deposte per lo più in un’urna di terracotta sepolta al riparo di pietre e contornata da ceramiche di offerte od ornamenti del morto. Tra i ricchi corredi merita una menzione particolare una spada in ferro da guerriero ( sec.VII a. C.) di tipo celtico (detta del tipo Mindelheim), la prima in assoluto scoperta a sud delle Alpi.

Il sommario elenco delle scoperte si completa con una serie di grandi stele di pietra infisse nel terreno che paiono risalire addirittura all’Età del Rame. Il che indurrebbe ad un balzo all’indietro di quasi cinquemila anni da noi

Temi dunque ricchi di spunti, di ipotesi, di misteri che in parte sfuggono alla nostra percezione e che conferiscono alla conoscenza quel margine di curiosità che non guasta.

7 aprile 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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