Cerro Torre e Fitz Roy: doppietta per Luca Schiera in Patagonia

© | . . Un “selfie” di Luca Schiera,  Silvan Schupbach e Matteo Della Bordella sulla cima del Fitz Roy

Si è conclusa la spedizione dei Ragni di Lecco sulle montagne della Patagonia, una trasferta che aveva tra i suoi protagonisti Luca Schiera, scalatore di Anzano del Parco.

Una spedizione il cui obiettivo primario era la scalata del Fitz Roy sulla cosiddetta “via dei Ragni”, operazione che non è andata a buon fine per una serie di circostanze sfavorevoli. Prima di tutto il maltempo (con le fessure intasate dal ghiaccio) e poi le non buone condizioni fisiche dello svizzero Silvan Schupbach quando la situazione meteorologica era migliorata.
Ma proprio negli ultimi giorni prima del rientro in Italia, lo stesso Luca Schiera, Matteo Della Bordella e Silvan Schupbach, attraverso il “Pilastro Casarotto”, sono in ogni caso riusciti a raggiungere la cima del Fitz Roy (3.405 metri).
Lo stesso Schiera peraltro, prima di questa scalata, si era tolto la soddisfazione di salire sul Cerro Torre (3.128), che tecnicamente è considerata una delle montagne più difficili – se non la più difficile – di tutto il mondo.
Tra l’altro, proprio in questi giorni è in edicola con la “Gazzetta dello Sport” il nuovo dvd della collana “Le leggende dell’alpinismo”, dedicato proprio al Cerro Torre. Una occasione in più, dunque, per conoscere la storia di questa montagna e degli scalatori che hanno provato a conquistarla nel corso degli anni.
Al loro fianco, dunque, ora c’è anche Luca Schiera, che aggiunge l’ennesima “perla” a una carriera già costellata da tante soddisfazioni.
Per Fabio Palma, presidente dei Ragni di Lecco, questo è il tempo dei bilanci.
«Prima di tutto – spiega – siamo orgogliosi anche della decisione presa da Matteo e Luca di non proseguire sulla via dei Ragni al Fitz, con quasi due giorni di bel tempo a disposizione e metà via già salita in grande stile. Questo perché un compagno, il formidabile Silvan, non stava bene. Una decisione che va contro tante scelte opposte compiute in analoghe situazioni».
«Il mostro, la grandiosa via dei Ragni sulla est del Fitz Roy, rimane ancora da ripetere e da salire in free climbing. Un obiettivo evidentemente durissimo. Bello che questi obiettivi ci siano e rimangano» aggiunge Palma.
Il presidente conclude: «Il triplice obiettivo di liberare la via dei Ragni al Fitz Roy dalle scale metalliche, di compiere la prima ripetizione e la prima libera non è andato a segno. Come sempre però i nostri ragazzi ci hanno dato veramente dentro, riuscendo anche a variare sul campo i piani, portando a casa ripetizioni di valore e a realizzare qualcosa di nuovo ed innovativo».
Massimo Moscardi

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