Cfp di Monte Olimpino, sindacati in piazza contro i tagli della Regione

© | . . Il Cfp di Monte Olimpino

Sindacati in piazza, ieri a Milano, ai piedi del Pirellone, per protestare contro i tagli della Regione ai fondi per la formazione professionale. Una riduzione di finanziamenti che, per quanto riguarda il Lario, potrebbe tradursi in un ridimensionamento dei corsi al Cfp di Monte Olimpino, struttura gestita da Villa Saporiti.

Secondo il segretario provinciale della Funzione pubblica della Cgil di Como, Matteo Mandressi, nell’istituto professionale di via Bellinzona «per alcune classi è a rischio non soltanto la prosecuzione degli studi nel prossimo anno scolastico ma anche il completamento dell’attuale percorso formativo».

Un problema dovuto al concomitante effetto di due cause: da una parte i tagli decisi dalla Regione come conseguenza della riduzione dei trasferimenti dello Stato, dall’altro il destino tuttora incerto dei dipendenti e delle aziende speciali di Villa Saporiti, tra cui appunto il Centro di formazione professionale di Monte Olimpino, dopo la riforma delle Province avviata dal governo. «Si tratta di una questione delicata, ancora in fase di evoluzione», ha precisato l’altro giorno il sindacalista della Cgil.

Ieri sul tema è intervenuto il vicepresidente di Villa Saporiti, Fiorenzo Bongiasca, che ha gettato acqua sul fuoco.

«La situazione è tuttora in divenire e nulla è ancora definito – ha dichiarato il numero due della Provincia di Como – Il confronto sui tagli tra lo Stato e la Regione non si è ancora concluso. Soltanto quando la Regione avrà la certezza di quanti fondi in meno avrà a disposizione per la formazione professionale in tutta la Lombardia si potrà affrontare, d’intesa con le altre Province, la questione delle ripercussioni sulle singole scuole e sull’offerta dei corsi. Il Cfp di Monte Olimpino è una bella realtà scolastica, molto importante per il nostro territorio, e noi, come Provincia, faremo di tutto per mantenere gli attuali livelli formativi ed evitare ridimensionamenti».

L’istituto di via Bellinzona, che conta una quarantina di dipendenti tra insegnanti e personale amministrativo, dispone di una ampia e variegata offerta formativa nel settore della ristorazione e dell’ospitalità alberghiera, qualificazioni cruciali per un territorio a vocazione turistica come il Lario, oltre che nel campo estetico, dell’impiantistica e dell’informatica.

Sul destino dei centri di formazione professionale della Lombardia si è svolta ieri pomeriggio, di fronte al Pirellone, una manifestazione sindacale unitaria, indetta dai sindacati regionali della funzione pubblica e della scuola di Cgil, Cisl e Uil.

In un comunicato congiunto, le organizzazioni sindacali hanno denunciato che, nel campo della formazione professionale, «mancano all’appello 40 milioni di euro». I sindacati hanno puntato il dito contro «le consistenti riduzioni che l’assessorato regionale ha compiuto in termini di risorse di bilancio e di destinazione dei fondi europei verso un sistema, quello dell’istruzione e della formazione professionale, che ha saputo portare al successo formativo e all’inclusione sociale molti ragazzi lombardi e che è apprezzato dalle imprese, le quali hanno bisogno sempre più di formazione professionale adeguata. Le agenzie formative private e pubbliche stanno quantificando in queste ore  l’impatto dei tagli sulle attività offerte e sull’occupazione».

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