Che scocciatura la cultura. Al suo posto, un bowling a Villa Olmo

Palazzo di vetro
di Emanuele Caso

Ma cos’ha Pasquale Buono contro la cultura? Domanda non peregrina, visto che mi sono capitati in mano gli emendamenti al bilancio dedicati a questa voce dal consigliere ex autonomista e ora “gemello siamese” del presidente del consiglio comunale Mario Pastore.
Il primo documento che ha richiamato la mia attenzione riguarda la volontà di Pasquale il Terribile di far pagare direttamente all’assessore Sergio Gaddi e al dirigente del settore gli eventuali sbilanci contabili delle grandi mostre

. Ora, ma ve li vedete Gaddi e il suo dirigente costretti a mettere ogni mattina in un enorme salvadanaio rosa a forma di porcellone di porcellana le monetine e le banconote necessarie a ripianare l’eventuale deficit? Sarebbe uno spettacolo. Il porcellone di porcellana, intendo.
Buono, nella sua buona bontà, sembra almeno intenzionato a concedere molto tempo ai due malcapitati per mettere da parte la paghetta punitiva. Infatti, in un secondo emendamento, propone di «organizzare la mostra ogni 18-24 mesi» anzichè ogni anno.
Consigliere, io andrei oltre: farei ogni 36 mesi e mai esponendo più di un quadro alla volta. Tiè. Ma il vero colpo di genio, che svela l’amore viscerale del consigliere per l’arte, la musica e la letteratura, viene con un altro emendamento ancora. Un documento sincero, profondo, capace di convincere anche gli scettici dell’animo poetico del cattivissimo Buono. L’emendamento recita testualmente così: «A pagina 88, togliere tutto il paragrafo “cultura”». Questo significa avere le idee chiare. Ma sì, togliamola questa scocciatura chiamata cultura. E destiniamo i fondi a uno scopo Buono. Un bowling a Villa Olmo può andare?

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