Chi la percorre sente di non essere al sicuro

Le opinioni di cittadini e automobilisti
Fa paura soprattutto l’acqua che filtra dalle pareti e dalla volta
«È molto pericolosa». «Quando la percorro, alla fine mi manca l’aria». «L’illuminazione è insufficiente». «I motociclisti si lamentano». «Cade l’acqua sul parabrezza, chi non è abituato si spaventa». La galleria di Cernobbio non è stata bocciata soltanto dagli esperti del test EuroTap, che nel 2008 l’avevano giudicata “scarsa” sotto ogni punto di vista. Anche gli automobilisti si accorgono che il tunnel, 2,4 km nel ventre della montagna, è poco sicuro. Non hanno le competenze
dei tecnici. E non sanno quali siano gli standard di sicurezza previsti nel 2012 per una galleria di quelle dimensioni.
Si accorgono, però, che il tunnel ha 30 anni. E li dimostra tutti. Lo capiscono dalla scarsa illuminazione, dalle bocchette del riscaldamento che sparano nell’abitacolo aria puzzolente. Dall’acqua che gocciola dalle volte e cade sul parabrezza. Soprattutto, chi abita in Centrolago, confronta la vecchia galleria di Cernobbio con i nuovi tunnel di Menaggio, costruiti di recente: la differenza è abissale.
«Accade spesso di sentire qualcuno che esce dalla galleria e si lamenta – dice Gaetano Russotto, della Shell di Tavernola, distributore aperto a poche centinaia di metri dal tunnel – soprattutto chi la percorre in moto, segnala che l’aria all’interno è poco respirabile».
Morena Roncagliolo vende riviste e giornali. La sua edicola è a due passi dallo sbocco della galleria, e conferma che «tanti automobilisti si lamentano delle condizioni di sicurezza del tunnel, in particolare chi abita sul lago. Io non lo percorro ogni giorno – aggiunge la donna – però, quando succede, mi accorgo che l’impianto è vecchio. Dovrebbe essere aggiornato».
Lo sa bene Massimo Giordano, di Moltrasio, che abita sul lago da una vita e ha visto l’inaugurazione della galleria nel 1983.
«La percorro da quando è stata costruita, almeno due o tre volte al giorno – dice – e in quasi 30 anni non è cambiato nulla. Due parole per definirla: uno schifo. Il problema maggiore, secondo me, è quello dei fumi». Un altro habitué della galleria, Michele Patruno, sottolinea che le condizioni di «areazione e sicurezza» lasciano molto a desiderare.
«Non mi sembra un esempio di sicurezza», aggiunge Pietro Lingeri, di Porlezza.
«La percorro spesso, e non mi sento mai completamente sicura – conclude Maria Rita Sommaruga – oltre a esserci poca illuminazione, spesso cadono sul parabrezza grosse gocce d’acqua: io sono abituata, ma qualche automobilista frena di colpo quando accade».
La galleria di Cernobbio è frequentatissima anche dagli artigiani lariani: Armando Minatta, componente della delegazione di Como di Confartigianato, ha sollevato in più d’una occasione il problema della sicurezza del tunnel.
«Immaginiamo il caso peggiore: un incendio. I furgoni degli artigiani trasportano spesso materiali plastici, gomme e altre sostanze che quando bruciano producono fumi densi, neri, irrespirabili. In mezzo a un tale inferno, un automobilista riuscirebbe a trovare l’uscita di sicurezza, con i segnali spenti e una sola via di fuga in tutta la galleria? Il tunnel, vitale per l’economia lariana, va assolutamente aggiornato. Ogni tanto – conclude Minatta – lo percorro in moto, e alla fine dei 2.400 metri sento l’aria pesante nei polmoni. Giro l’Italia e l’Europa, e difficilmente ho trovato una galleria in queste condizioni. Bisogna intervenire al più presto».

Andrea Bambace

Nella foto:
Lo smog ha completamente annerito i segnali luminosi e le colonnine di sicurezza lungo le pareti della galleria (fotoservizio Mv)

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