Chi rispetta l’ordinanza? Merci in centro a tutte le ore

I furgoni dovrebbero lasciare la città murata alle 10.30, eppure non è così
L’autista alla guida del furgone rosso di uno dei più noti corrieri italiani strombazza ripetutamente con il clacson.
Probabilmente ha fretta e il collega che ha parcheggiato pochi minuti prima un mezzo analogo gli impedisce il passaggio. Aspetta un attimo, poi si spazientisce e torna a suonare per attirare l’attenzione e chiedere all’altro camionista di spostarsi.
Mancano pochi minuti a mezzogiorno e l’incrocio tra via Cinque Giornate e via Luini è affollato come buona parte degli incroci della città all’ora di punta. A dispetto del fatto che si trovi in piena città murata. Ordinanza della zona a traffico limitato alla mano, in questo momento il furgone rosso che blocca la strada al collega in effetti non dovrebbe esserci. Ma non dovrebbe esserci neppure l’autista spazientito che non smette di suonare il clacson.
Le operazioni di carico e scarico nel centro storico di Como – il documento varato 13 mesi fa dalla giunta di Palazzo Cernezzi lo dice chiaramente – alle 10.30 dovrebbero terminare completamente.
Fuori tutti i furgoni, i camion e i mezzi privati utilizzati per consegnare le merci.
L’unica eccezione riguarda i mezzi, anche se non di Poste Italiane, che consegnano lettere e buste. Che svolgono, in sintesi, un servizio postale.
Peccato che i mezzi parcheggiati tra via Cinque Giornate e via Luini stiano scaricando decine di scatoloni di merce.
In via Cesare Cantù la situazione non cambia.
Per non parlare di piazza San Fedele, una delle zone di maggiore pregio della città murata.
Via un furgone “Tnt”, ecco arrivare subito dietro un “Ups” che prende il suo posto.
L’autista parcheggia, spegne il motore, apre il cassone, scarica un carrello e poi comincia a riempirlo di scatoloni.
E mentre l’operazione è ancora in corso, basta spostarsi in via Vittorio Emanuele per trovarsi in mezzo a un traffico se possibile maggiore.
Mezzogiorno è passato da una decina di minuti.
I pedoni, a dire il vero, sono poche decine lungo l’intera strada.
Camminano a testa bassa, con gli occhi fissi a terra per evitare di incappare in qualche lastra di ghiaccio.
L’autista del furgone “Bartolini” non deve fare troppa fatica per farsi largo tra la gente e parcheggiare davanti alla vetrina di un negozio di abbigliamento.
Iniziano le operazioni di scarico della merce. Il lavoro dell’autista prosegue per circa dieci minuti.
Nello stesso periodo, accanto al primo furgone sfilano nell’ordine un camion marchiato “Ups” e due con il logo “Tnt”.
Formano una piccola colonna che sfila neppure troppo lentamente lungo una delle principali vie dello shopping della città murata.
A dispetto dell’ordinanza e delle regole restrittive sbandierate un anno fa.
La situazione è sotto gli occhi di tutti e a Palazzo Cernezzi, luogo che ha partorito l’ordinanza clamorosamente smentita dai fatti quotidiani, sembra se ne siano accorti.
A giorni dovrebbe essere emesso un ulteriore regolamento con norme ancora più restrittive per la consegna delle merci.
Gli orari e le limitazioni dovrebbero finalmente valere davvero per tutti. Salvo scappatoie varie ed eventuali.

Anna Campaniello

Nella foto:
Un furgone viaggia in centro storico quando l’orologio è ormai prossimo alle 12: dovrebbe essere fuori dalle mura da un’ora e mezzo

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