Chiasso, non si farà più il maxi-locale a luci rosse vicino al confine con l’Italia

Cartelli della dogana tra Italia e Svizzera

Non sarà più costruito, a poche decine di metri dal confine con l’Italia, il maxi-bordello da sei piani che un anno fa era stato annunciato a Chiasso. La struttura di via Pedroni, che sarebbe diventata il più grande locale a luci rosse del Canton Ticino, non vedrà la luce. La notizia è stata confermata ieri al Corriere del Ticino dal proprietario dello stabile (in cui è ospitato un salone massaggi) che avrebbe dovuto essere abbattuto per fare posto a una palazzina di 6 piani con bar, ristorante e camere private per la ragazze e i loro clienti. Ma qualcosa non deve aver funzionato, se è vero che i promotori dell’iniziativa hanno fatto scadere l’opzione sul diritto di acquisto del terreno. A Chiasso, stando a quanto si è appreso, da tempo sembrava chiaro che l’operazione potesse naufragare. E puntualmente la previsione si è avverata. Il progetto, peraltro, era alquanto significativo. Non meno di 4 milioni di investimento per un bordello che avrebbe ospitato anche una Spa e almeno 15 stanze per il sesso a pagamento. Nella cittadina di frontiera tirano un sospiro di sollievo in molti, soprattutto i residenti della zona che non si erano mai rassegnati a dover fare i conti con un moderno e sicuramente affollato postribolo.

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