Chiasso, ultime speranze per la salvezza

Calcio Chiasso

Una squadra che storicamente è seguita con simpatia anche sul Lario, sia per i trascorsi storici, sia perché spesso giocatori e tecnici legati al Calcio Como hanno lavorato per il club, il cui stadio dista poche centinaia di metri dalla dogana,
Così vicini, così lontani, verrebbe da dire, visto che il Como è stato promosso in serie B, mentre il Chiasso oggi rischia di retrocedere nella categoria inferiore dalla Challenge League, che equivale proprio al nostro torneo cadetto.
I rossoblù a una giornata dalla fine sono all’ultimo posto a tre punti di distanza dal Neuchâtel Xamax, nobile decaduta del calcio elvetico (nel suo curriculum vanta due titoli nazionali e tre Supercoppe rossocrociate).
E il destino questa sera alle 20 mette di fronte proprio il Chiasso e il Xamax, nella gara decisiva per la retrocessione, con i padroni di casa ticinesi costretti a vincere con tre reti di scarto per avere la meglio rispetto ai rivali e festeggiare la salvezza.
Nel Chiasso anche due giocatori noti ai tifosi del Come Andrea Maccoppi e Matteo Cortesi. Il primo è figlio di Stefano, non dimenticato difensore degli azzurri negli anni della serie A. Spesso ha affrontato i lariani come avversario e da qualche anno gioca oltreconfine. Il suo sogno? Vestire un giorno proprio la divisa dei lariani. Cortesi, attaccante, è cresciuto nel vivaio del Como, in cui, però, non ha poi trovato spazio tra i “Pro”. Prima del Chiasso, è stato tesserato per Brescia, Mantova e Giana.


Come detto all’inizio, la formazione della città svizzera di confine vanta solidi legami con il Lario e l’Italia. Proprio un secolo fa, tra i 1913 e il 1923, gli allora dirigenti del club rossocrociato chiesero e ottennero di partecipare al campionato del nostro Paese, ritenendo scadente il livello del loro calcio. Nel torneo 1914-1015 il Chiasso fu addirittura ammesso alla Prima categoria, il massimo campionato dell’epoca, in cui c’era pure il Como. Gli svizzeri giocavano al campo di Mornello, a Maslianico, il Como in via dei Mille (lo stadio Sinigaglia, infatti, sarebbe stato costruito nel 1927). Tre la loro avversarie, il Casale – che avrebbe vinto lo scudetto – Inter, Milan, Pro Vercelli, Bologna, Modena, Brescia, Cremonese, la Nazionale Lombardia e la Juventus Italia di Milano. Poi, nel 1923, la scelta di tornare nei tornei in terra svizzera.

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