ChiassoLetteraria e il “Pianeta proibito”

Un laboratorio di una passata edizione di Chiassoletteraria

Torna dall’1 al 5 settembre la rassegna di incontri a Chiasso

«Forse l’unica vera ragione per dare vita a un festival di letteratura è voler continuare a parlare “dall’estremità della notte”, invitando autori autentici da scoprire o ritrovare, dando voce a chi non ce l’ha, affrontando questioni che ci definiscono». È con questo spirito – riassunto da una citazione della poetessa iraniana Forough Farrokhzad, cui il festival renderà uno speciale omaggio – che “ChiassoLetteraria” si ripropone al pubblico in presenza.
“Pianeta proibito” è il titolo e tema conduttore della 15ª edizione del festival internazionale di letteratura, in programma a Chiasso dal 1° al 5 settembre. Un titolo ispirato all’omonimo film di fantascienza del 1956, diretto da Fred M. Wilcox, il cui tema verrà declinato nelle sue accezioni letterarie, musicali, socioculturali, ecologiche e politiche.
Dopo l’edizione 2019, dedicata a quello che sembrava potesse diventare un “Mondo nuovo” e a quella, poi cancellata, del 2020, che avrebbe dovuto rilevare le “Crepe” del nostro vivere contemporaneo, l’edizione 2021 si concentrerà sulla «tensione tra gli scenari oscuri che si stanno prefigurando e il desiderio vitale di immaginare spazi di condivisione e di libertà, ancora più necessari da riconquistare».
I temi e gli ospiti
Saranno una trentina gli scrittori, poeti, musicisti, saggisti e giornalisti che porteranno alla scoperta del “Pianeta proibito”. Autori internazionali (per la sezione “Fuori dal coro”), autori italiani (“A più sguardi”: letterario, poetico, drammaturgico e filosofico) e autori svizzeri (“A più voci”: a significare la pluralità e le connessioni tra la scena svizzero-italiana, la letteratura svizzera di lingua francese e quella svizzera di lingua tedesca).
Un’attenzione particolare verrà data ai temi delle identità plurali con David Szalay Szalay e Cristina Vivinetto, del rapporto madre/figlia con Maria Grazia Calandrone, poetessa, scrittrice e drammaturga autrice di Splendi come vita candidato quest’anno allo Strega, con Alessandra Sarchi, scrittrice e storica dell’arte, con la scrittrice tedesca Barbara Schibli e con la poetessa Maria Rosaria Valentini.
Tra i temi sensibili e attuali quello dell’esilio con il curdo-iraniano Behrouz Boochani, scrittore pluripremiato, giornalista, poeta, attivista per i diritti umani e documentarista, autore di un vero e proprio caso letterario, un libro scritto tramite messaggi col telefonino da un campo profughi in Nuova Zelanda.
Si parlerà anche di post-colonialismo (Vieira) e di ambiente (Magnason, Jacobsen), nonché di pagine oscure della storia sociale svizzera come l’eugenetica degli Jenisch e gli internamenti coattivi di minorenni. Particolare rilievo verrà dato alla forma narrativa del racconto (Szalay, Shriver). Non mancherà il tradizionale spazio dedicato alla poesia con “Carta bianca alla poesia” insieme ai poeti: Stefano Raimondi, Cristiano Poletti e Stefano Pini.
Tra gli autori italiani invitati ci saranno Leonardo Caffo – filosofo e saggista, insegnante di Ontologia del progetto al Politecnico di Torino, autore di pubblicazioni su postumano e antropocentrismo – e l’antropologo Andrea Staid si discuterà dell’abitare il tempo dell’incertezza e del lockdown.
Spazio alla letteratura svizzera con diversi incontri, dove si tratteranno vari temi, tra cui gli affidamenti di bambini e adulti in istituti di correzione o in famiglie affidatarie, la maternità e la conquista dell’identità di donna e persona, la figura dello scrittore romando Philippe Rahmy in occasione del premio Ramuz assegnatogli in forma postuma.
Un incontro significativo per la Svizzera italiana sarà la presentazione, in anteprima, della biografia Le battaglie di una vita (Casagrande, 2021) scritta dal giornalista Roberto Antonini e dedicata a Pietro Martinelli, già consigliere di Stato, una delle figure politiche di maggiore rilievo nel contesto socio-politico ticinese degli ultimi cinquant’anni.
Gli eventi collaterali
Oltre alle conferenze sono in programma performance artistiche, poetry slam, workshop e reading. In particolare, verrà esplorato il concetto dell’“abitare l’incertezza”: rappresentazioni e significati possibili dell’abitare contemporaneo verranno esplorati dalla videoartista Aline d’Auria – che presenterà il progetto di videoinstallazione immersiva “We are all going home” – e dall’antropologo italiano Andrea Staid, docente di Antropologia culturale e visuale presso la Naba.
La serata speciale “Coop Cultura” proporrà poesie e musiche persiane per Lucia Morello, mentre un concerto avrà invece come protagonisti il Chemirani Ensemble e l’attrice italiana Silvia Grande, che leggerà poesie di Forough Farrokhzad. Lo psichiatra e presidente dell’associazione sociale e culturale “Olinda” Thomas Emmenegger e la traduttrice e poetessa Anna Ruchat terranno invece un incontro su Mariella Mehr e l’eugenetica del popolo Jenisch.
E ancora, da segnalare l’installazione dell’artista Alice Ronchi, i laboratori per bambini, l’appuntamento con “Ticino Poetry Slam” e la serata “A cena con la scrittrice: Natasha Korsakova, violinista e giallista presenterà il suo esordio letterario, già bestseller in Germania, L’ultima nota di violino.
Durante i giorni del festival, sarà inoltre possibile visitare l’esposizione al m.a.x. museo “La reinterpretazione del classico. Dal rilievo alla veduta romantica nella grafica storica”. Visita gratuita e visita guidata gratuita (13.30-14.30) domenica 5 settembre con prenotazioni al sito del m.a.x. museo.

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