Chiede di curarsi con le staminali. Un altro “no” del Tribunale di Como

altLa richiesta di un 27enne

(m.pv.) Ancora una doccia fredda per il 27enne della cintura urbana di Como affetto da paraplegia degli arti inferiori che aveva chiesto al Tribunale di Como il “sì” alla somministrazione del trattamento con le cellule staminali secondo il protocollo concordato tra Spedali Civili di Brescia e Fondazione Stamina. Dopo il giudice del lavoro, anche il Tribunale in composizione collegiale ha risposto “picche” alle speranze del giovane che tramite il suo avvocato, Raffaele Donadini, aveva auspicato

di poter accedere al protocollo di cure Stamina, ritenendo una violazione costituzionale (in merito all’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) l’applicazione del trattamento solo a chi già precedentemente sottoposto alle cure. Eppure, anche in questa seconda decisione, secondo i giudici è «pacifico che il ricorrente, non avendo ancora iniziato alcun trattamento con cellule staminali, non rientra tra il novero dei soggetti autorizzati a proseguire» la cura anche perché avrebbe dovuto altrimenti dimostrare «l’esistenza di una situazione di emergenza che lo poneva in grave pericolo». E in merito alla violazione costituzionale, i giudici di Como hanno ritenuto «ragionevole» il no alle staminali in considerazione della «delicatezza dell’argomento» e della necessità di «proteggere la salute dei cittadini» in attesa che «le cure» vengano «verificate in maniera scientifica». Quindi senza margini «per accogliere il ricorso» del 27enne.

Nella foto:
Ancora una bocciatura sull’uso delle staminali da parte del Tribunale di Como

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