Chiedono il “riscatto” per il cellulare: due tunisini finiscono al Bassone

Il carcere del Bassone

«Dacci 150 euro o non rivedrai più… il tuo telefono cellulare». È stata una richiesta di “riscatto” davvero insolita quella che ha portato in carcere, con le accuse di furto ed estorsione, due tunisini senza fissa dimora che gravitavano attorno a piazza San Rocco a Como.
Si tratta di due giovani, di 20 e 34 anni. I sospettati sono stati colpiti nelle scorse ore da una ordinanza di custodia cautelare eseguita nella giornata di martedì ed emessa dal giudice delle indagini preliminari di Como il 20 maggio accogliendo la richiesta della Procura cittadina.
A questa svolta si è arrivati dopo un furto che era avvenuto all’interno del bar “San Rocco”, in fondo alla via Napoleona (affacciato sull’omonima piazza) il 6 marzo scorso. Un 42enne originario del Bangladesh, mentre era intento a giocare alle slot machine, si ritrovò senza il proprio telefono cellulare (del valore di circa 200 euro) che teneva in una tasca della giacca.
Dell’accaduto, all’epoca dei fatti, erano stati avvisati i carabinieri della caserma cittadina che avevano avviato le indagini. Ma da quanto è stato possibile apprendere, sarebbero stati gli stessi autori del furto, i due tunisini ora finiti nei guai, a “incastrarsi” da soli chiedendo un insolito riscatto per restituire il cellulare “sano e salvo” alla vittima. Un ammontare di 150 euro che il 42enne del Bangladesh sarebbe stato costretto a consegnare. Le indagini sono tuttavia proseguite fino a identificare i due sospettati – senza fissa dimora – uno dei quali nel frattempo era stato arrestato per altra causa.
La ricostruzione dell’accaduto ha poi permesso alla Procura di chiedere una ordinanza di custodia cautelare in carcere che è stata eseguita martedì nel pomeriggio.
I due tunisini – che si trovano nel carcere del Bassone di Albate – dovranno ora rispondere non solo all’accusa di furto aggravato in concorso, ma anche a quella di estorsione. Nelle prossime ore saranno sentiti dal giudice delle indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza. Al gip potranno spiegare la loro versione di quanto avvenuto nel bar di piazza San Rocco un pomeriggio di due mesi fa.

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