Chiesto il rinvio a giudizio per due preti della Diocesi. Decisivo l’intervento diretto di Papa Francesco

Papa Francesco a Monza .

Per due preti della Diocesi di Como, don Gabriele Martinelli e don Enrico Radice, è stato chiesto il rinvio a giudizio dal promotore di giustizia del Tribunale dello Stato del Vaticano, con provvedimento del 16 e 17 settembre. Il primo, ordinato sacerdote nel giugno del 2017 da monsignor Oscar Cantoni, l’attuale vescovo di Como, deve rispondere dell’accusa di abusi sessuali che avvenivano nel Preseminario San Pio X, all’interno della Città del Vaticano. Si tratta di una struttura religiosa che ospita studenti delle scuole medie in arrivo da tutto il mondo per il “discernimento vocazionale”, ovvero capire se hanno in loro una predisposizione al sacerdozio. Giovani che hanno anche il compito di fare da chierichetti nelle celebrazioni a San Pietro.
Don Radice invece, 70 anni, segretario vescovile fino al 2001, dal 2002 era rettore del Preseminario e vi era anche ai tempi cui risalgono le contestazioni: a lui viene contestato il favoreggiamento. A sollevare il polverone sulla diocesi lariana è stato proprio il “Bollettino” della Sala Stampa Vaticana che ha dato la notizia. Aggiungendo, tra l’altro, che l’iniziativa è stata presa proprio da Papa Francesco, che con un «apposito provvedimento del 29 luglio scorso ha rimosso una causa di improcedibilità» che bloccava gli accertamenti.
Le indagini erano infatti state avviate nel novembre del 2017, in seguito ad alcune notizie divulgare dagli organi di stampa.
I fatti tuttavia risalivano ad anni – prima del 2012 – in cui la legge all’epoca in vigore impediva il processo in assenza di querela della persona offesa da presentarsi entro un anno dai fatti contestati. Una barriera che è stata rimossa grazie al volere del Santo Padre, che ha dato così il via alla successiva fase che ha portato in queste ore alla notizia della richiesta di rinvio a giudizio. Un fascicolo sulla vicenda era stato aperto anche dalla Procura di Roma ed era ormai in fase chiusura delle indagini (ne avevamo dato conto lo scorso mese di agosto).
Ora, la vicenda verrà interamente assorbita dal tribunale della Santa Sede. I presunti abusi tra i chierichetti del papa erano stati sollevati da un libro del giornalista Gianluigi Nuzzi, dal titolo “Peccato Originale”, e poi ripresi dai quotidiani e dalla trasmissione “Le Iene” che era giunta anche in città per girare più di un servizio. Il sacerdote lariano, 26 anni, è accusato di abusi quando, non ancora consacrato, si trovava nel Preseminario San Pio X. Qui sarebbero avvenute le presunte molestie ai danni di un altro seminarista che tuttavia, secondo le contestazioni della Procura di Roma, rivestiva un ruolo inferiore rispetto al comasco. Deriverebbe da questa condizione l’aggravante dell’abuso di autorità che era stata contestata dalla magistratura capitolina. L’allora seminarista fu poi ordinato sacerdote nel giugno del 2017. Nei mesi scorsi è emerso non solo che il caso era effettivamente finito sul tavolo del vicario giudiziale della Diocesi (una sorta di pm ecclesiastico), ma che addirittura quest’ultimo aveva dato indicazione di procedere contro il seminarista. Una vicenda di cui poi si era smesso di parlare almeno fino a martedì sera, quando una nota del Vaticano l’ha riportata al centro dell’attenzione.

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