Chioschi, ecco i numeri della verità: 22 concessioni su 34 sono scadute. E in 9 casi nessun rinnovo dal 1998

I canoni: 330 euro al mese in piazza Duomo, 112 in viale Varese
Il segreto custodito in Comune non è più tale. E ora è più facile capire come mai l’amministrazione – su indicazione del direttore generale Nunzio Fabiano – abbia fatto “catenaccio” sui dati relativi ai 34 chioschi attivi in città: i numeri complessivi sono incredibili.
Sono 34 le strutture private a Como. Solamente due, però, le tipologie in cui si divide il totale: bar e “baretti” che somministrano bevande e cibo (14), edicole (17) e chi abbina le due cose (2). Unica eccezione,

la struttura che vende piante e fiori in piazza Vittoria. In 11 casi, chi materialmente lavora nei chioschi affitta strutture di altri. Altrimenti i proprietari sono “in prima linea”. Dove le cose cominciano a diventare meno chiare, però, è quando si passa ad analizzare i numeri relativi alle singole attività.
Prendiamo la scadenza delle concessioni date dal Comune di Como agli operatori.
Soltanto in 12 casi i chioschi continuano a operare in virtù di una concessione in regola. Si tratta di queste edicole: in piazza Duomo (concessione in scadenza nel 2018); in via Maestri Comacini (2013); in via Albertolli (2014); in via Boldoni (2015); in largo Miglio (2020); in piazza Vittoria 40 (2014); in piazza del Popolo (2020); in via Valleggio (2015); in via Sagnino (2012); in via Canturina 328 (2020). E per quanto riguarda i “baretti”, in regola con la concessione sono: in viale Innocenzo XI (2016) e in piazza Vittoria 41 (2013). Stop. Ne consegue che sono attivi, pur in presenza di una concessione scaduta da poco o addirittura (9 casi) da 13 anni, questi altri chioschi. Edicole: piazza Volta (concessione scaduta nel 1998); viale Varese (1998); via Milano (1998); piazza De Orchi (2005); piazzale Santa Teresa (2003); piazzale Monte Santo (2006); via Per Cernobbio (2003); via Giussani (1998); piazzale Gerbetto (1999). Per quanto riguarda i locali che somministrano alimenti, i dati del Comune indicano come senza concessione in regola i chioschi: in viale Marconi (scaduta nel 2006); in viale Puecher (2009); in viale Varese (1998); in viale Cattaneo (2004); in piazza Vittoria 39 (2006); due in viale Spallino (2003 e 1998); in viale Battisti (1998); in piazza del Popolo (2006); in piazza Vittoria (1998); in viale Masia 53 (2006); in via Sagnino 2005; ancora in piazza Vittoria (1998).
Un campo di battaglia, dunque, con una lista impressionante di concessioni non rinnovate. Colpisce, in particolare, la massa di esercizi che da anni opera in assenza di rinnovi di concessione da parte del Comune (peraltro, senza che la stessa amministrazione abbia evidentemente pressato per arrivare al risultato).
Ma non è finita qui.
Perché se si passa dall’aspetto normativo a quello economico, arrivano altre sorprese. Basta scorrere, per esempio, i canoni annui richiesti da Palazzo Cernezzi ai gestori dei chioschi (canoni che, a quanto risulta, vengono comunque pagati dai conduttori delle attività anche in presenza di concessioni scadute).
A pagare i canoni annui più “salati” sono i chioschi-bar di viale Puecher (13.180 euro) e quello di piazza del Popolo (14.337 euro). Poi – rimanendo in ambito di bar e “baretti” – le cifre scendono paurosamente: 7.697 euro all’anno in viale Marconi; 4.797 in viale Innocenzo; 3.553 in viale Varese; 4.219 all’anno in viale Cattaneo; 5.774 in piazza Vittoria 39; 4.886 in piazza Vittoria 41; 4.441 e 5.774 per due chioschi in viale Spallino; 3.553 in viale Battisti; 8.298 ancora in piazza Vittoria; 7.551 in viale Masia 53; 2.871 euro in via Sagnino; 3.331 ancora una volta in piazza Vittoria. Per quanto riguarda i canoni annuali per le edicole: 4mila euro in piazza Duomo (330 al mese); 3.612 in via Maestri Comacini; 5.591 in piazza Volta; 3.938 in via Albertolli; 4mila in via Boldoni 14; 3.179 in largo Miglio; 3.109 in piazza Vittoria 40; 1.355 (112 al mese) in viale Varese; 3.701 in via Milano; 4.863 in piazza Del Popolo; 3.775 in piazza De Orchi; 2.220 in piazzale Santa Teresa; 1.845 in piazzale Monte Santo; 1.364 in via Per Cernobbio; 741 in via Valleggio; 802 in via Giussani; 1.276 in via Sagnino; 5.330 in piazzale Gerbetto; 2.568 in via Canturina.
Gli uffici comunali hanno da tempo indicato una soluzione: azzerare l’esistente e aprire il settore al mercato tramite gare e nuove assegnazioni. Un partito – la Lega – si è già messo di traverso. Dire come finirà è impossibile.

Emanuele Caso

Nella foto:
Nel mirino
Uno dei chioschi nella zona di Porta Torre finiti nel dossier del Comune di Como in cui sono elencate le anomalie in tema di concessioni e canoni

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