Chiude “Emergenza Freddo”, rischio senzatetto a San Francesco

Accampamento migranti e senzatetto sotto il portico della ex chiesa di San Francesco (tribunale di Como)

Sono stati 160 i senzatetto ospitati dal servizio “Emergenza Freddo” promosso a Como dalla Rete degli enti e dei servizi per la grave marginalità, nonostante le difficoltà dovute alla pandemia da Coronavirus.
Alcuni ospiti sono rimasti anche solo per una notte nell’ex oratorio di San Rocco di via Regina Teodolinda (23 letti), gestito dalla Fondazione Caritas Solidarietà e Servizio onlus, nell’ex caserma dei carabinieri di via Borgovico (35 posti), gestito dalla Fondazione Comaschi e in tre parrocchie cittadine nell’ambito del “Progetto Betlemme” (8 posti).

Il servizio si chiuderà però tra 48 ore, venerdì 30 aprile. Dove andranno a dormire dal 1° maggio i senzatetto di Como? Rivedremo gli accampamenti sotto i portici di San Francesco o in altre zone della città? Non ci sarà comunque molto da attenere per avere le risposte a queste domande.
Oggi è però il giorno del ringraziamento alla rete e ai tanti volontari che si sono adoperati per il servizio durante l’emergenza, dallo scorso novembre.
«La disponibilità di più strutture, in un’ottica di accoglienza diffusa sul territorio è sicuramente la novità più importante di quest’anno» spiega Paola Della Casa, referente della rete. Sono stati 200 i volontari presenti nei due dormitori in rappresentanza di venti realtà associative.

«Sono tuttora stupito per la grande disponibilità e generosità dimostrate, superando anche le perplessità determinate dal Covid», dice Beppe Menafra, referente del servizio Porta Aperta.
L’assessore alle Politiche Sociali di Palazzo Cernezzi, Angela Corengia, ha ricordato l’attività svolta anche dalla struttura di via Cadorna, gestita da Croce Rossa, per l’accoglienza di persone senza fissa dimora e per minori stranieri non accompagnati positivi al Covid o in isolamento fiduciario. «Sono state ospitate 40 persone», ha detto l’assessore, prima di ringraziare tutti gli attori del servizio.
Anche il sindaco, Mario Landriscina ha evidenziato il grande gioco di squadra. L’ex caserma di via Borgovico, ad esempio, era stata concessa dall’amministrazione provinciale al Comune in comodato d’uso, proprio per fare fronte alla carenza di letti per i senzatetto.
Secondo i dati raccolti dal servizio Porta Aperta della Caritas (aggiornati al 22 aprile) sono state 160 le persone accolte nei dormitori temporanei, di cui 152 uomini e 8 donne. Per quanto riguarda la nazionalità, sono stati soltanto 17 gli ospiti di cittadinanza italiana, contro i 143 stranieri.
La comunità più grande degli ospiti è stata quella dei pakistani (24), seguita dal Nordafrica: Marocco (21) e Tunisia (19). Ben 21 persone avevano oltre i 55 anni, difficili quindi da ricollocare nel mondo del lavoro, 59 dai 36 ai 55 anni, 55 dai 26 ai 35 anni e 25 minori di 25 anni.

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