Chiude il palazzetto del ghiaccio: la protesta delle società sportive
Sport, Territorio

Chiude il palazzetto del ghiaccio: la protesta delle società sportive

Chiude il palazzetto del ghiaccio di Casate. Stop ad allenamenti e partite per 6 giorni, forse 8. E per il futuro si vedrà. Tutto dipenderà infatti dall’esito delle prove di carico sulla copertura dell’impianto che Csu (Como servizi urbani), ha predisposto dal 9 al 14 gennaio con un possibile prolungamento fino al 16.

Questo blocco improvviso non è piaciuto alle società sportive che utilizzano la struttura e che si trovano senza un luogo dove ritrovarsi e subito è scattata la protesta. «Si tratta francamente di interventi programmabili e che non si sono presentati all’improvviso, con un carattere d’urgenza. Ci domandiamo quindi come sia stato possibile non prevederli in periodi in cui la struttura è chiusa – spiega Luca Ambrosoli, presidente Associazione Hockey Como – E poi se, malauguratamente, le verifiche dovessero andare male? O, peggio, dovessero essere necessari ulteriori approfondimenti? Per quanto noi saremmo senza una casa dove allenarci? Forse bisognava pensarci per tempo».

Le prove di carico servono ad ottenere l’aggiornamento della certificazione necessaria per l’utilizzo dell’impianto. «Non dovrebbero esserci problemi. Cercheremo di chiudere i lavori il più rapidamente possibile così da limitare i disagi alle società sportive», spiega Marco Benzoni, direttore di Csu. Ma la discussioni si sposta successivamente anche su un altro piano.

«Inoltre queste prove dovrebbero essere utili per poi spostare l’attenzione sulla risistemazione delle tribune, come promesso da Csu – Un’operazione per noi necessaria, per poter ospitare i tifosi e che si era ipotizzato potesse essere messa in cantiere entro gennaio. Anche perchè se tutto dovesse essere in regola si potrà ottenere la deroga per ospitare solo fino a 100 persone. Noi abbiamo bisogno che si lavori per rendere utilizzabile l’intero palazzetto», aggiunge sempre Luca Ambrosoli. Il rammarico è dunque forte. «Ci chiediamo perchè si stia perdendo così tanto tempo su interventi noti da anni e che ora si ripresentano nel momento meno indicato», spiega il presidente dell’Associazione Hockey Como.

3 gennaio 2017

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