Chiusura al traffico del lungolago. Opposizioni comunali sulle barricate

alt«Giusto studiare il futuro del capoluogo, ma con maggiore lungimiranza»
Il sogno di passeggiare su un lungolago totalmente pedonale ha acceso il dibattito. Sono infatti molti a non essere convinti dell’ipotesi – ancora in fase assolutamente embrionale – di eliminare, in un prossimo futuro, le auto dal fronte lago e lasciare spazio a biciclette e passanti.
Il fronte del no è variegato. Contrari, innanzitutto, gli amministratori e gli abitanti dei tanti paesi disseminati lungo la Lariana, che andrebbero a sbattere, una volta giunti in città, proprio sul lungolago

sbarrato. Scettici anche commercianti e autotrasportatori. Increduli gli esponenti delle associazioni di utenti della strada. Dubbiosi perfino i Verdi, sempre in prima linea nel contrastare l’avanzata inarrestabile dei mezzi inquinanti. A questo coro si uniscono ora anche diversi esponenti politici di Palazzo Cernezzi.
«Prima di sognare bisognerebbe magari guardare innanzitutto cosa c’è in cassa. È sicuramente lodevole immaginare il futuro di Como, anche se andrebbe fatto con maggiore lungimiranza – interviene Laura Bordoli, capogruppo del Nuovo centrodestra, all’opposizione in Comune – Altrimenti mi sembra si stia perdendo tempo. Chi vive lungo il lago come potrà mai fare?». La vicenda è nota: nei giorni scorsi l’amministrazione ha incaricato la società Polinomia di capire se sia possibile pedonalizzare questo tratto di strada non soltanto nei giorni festivi, ma anche nei feriali, eccezion fatta per le ore di punta. Per il momento si tratta soltanto di un’indagine per valutare se, come dichiarato nei giorni scorsi dall’assessore alla Mobilità, Daniela Gerosa, sarà possibile concretizzare l’idea oppure tutto rimarrà solo un sogno. «Anche a me piacerebbe andare in bicicletta sul lungolago. Ma dove si devia il traffico? Dove si fanno passare i mezzi, senza paralizzare la città? Impossibile bloccare la Lariana – aggiunge Laura Bordoli – O si ipotizza la realizzazione di un tunnel sotto piazza Cavour oppure il piano difficilmente potrà avere un futuro. E visto che di risorse per una simile operazione non mi sembra ve ne siano, stiamo forse perdendo tempo. Potrebbe diventare un’altra Ztl». Sui 23mila euro stanziati per la consulenza «non me la sento di criticare troppo. Per un sogno è una cifra bassa ma ci piacerebbe capire meglio e subito cosa hanno in mente. Anche questa volta hanno preso decisioni importanti per la città senza neanche interpellare i capigruppo», conclude Laura Bordoli.
«Come al solito, vedi l’esempio della Zona a traffico limitato, la giunta ha sbagliato i tempi – dice invece Marco Butti di Fratelli d’Italia – Ben venga la consulenza esterna, ma se prima non hanno le risposte ad alcune semplici domande, è tutto inutile». E l’elenco dei quesiti da porre è lungo. «È un piano che dovrà servire per il turismo? E in caso affermativo a che target ci si sta rivolgendo? E poi, hanno pensato a potenziare i collegamenti alternativi, a partire dai battelli? Perché se, ad esempio, l’intento è chiudere il lungolago e mantenere lo stesso numero di corse della Navigazione, sarebbe un suicidio», aggiunge Butti. Anche in questo caso c’è però spazio «giustamente, per sognare. È un’idea affascinante ma per pensare in grande ci vogliono spalle solide. Soprattutto non ci si può dimenticare di quanti abitano sulla sponda orientale del lago. Sono loro la priorità», conclude Butti. «È un progetto ambizioso – afferma inoltre Luca Ceruti del Movimento 5 Stelle – speriamo non si trasformi in una nuova Ztl. E poi c’era bisogno di affidare una consulenza esterna con centinaia di dipendenti in Comune? In ogni caso è un’operazione quantomeno bizzarra. Mi sembra inoltre in contrasto con l’idea di realizzare un autosilo in viale Varese, operazione di cui si sta parlando da tempo. Come si possono far arrivare fin lì le macchine, con il lungolago bloccato? È vitale, inoltre, ripensare i parcheggi di prossimità, le corse della Navigazione e la viabilità alternativa».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il lungolago privo di auto. È il sogno dell’assessore alla Mobilità Daniela Gerosa. Nei giorni scorsi, per valutare la fattibilità di una simile scelta, l’amministrazione comunale ha affidato alla società Polinomia l’incarico di studiare se sia possibile conciliare i flussi di traffico con la pedonalizzazione del lungolago

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