Chiusura della Regina, il nodo dei camion

Traffico Statale Regina

Camion caricati sul traghetto ad Argegno per bypassare lo sbarramento di Colonno durante i mesi di chiusura della statale Regina per il cantiere della variante della Tremezzina. Questa la proposta della Fai Como Lecco, Federazione autotrasportatori italiani, per voce del suo presidente, Giorgio Colato.
«Aspettiamo la convocazione da parte del prefetto al tavolo di riferimento, come peraltro previsto in questi casi – dice Colato – Per ora stiamo parlando senza avere visto ancora alcun piano. Chi può percorrere la Lecco-Colico lo farà, ma le merci devono arrivare puntuali in tutti i paesi del lago. Questa volta non si tratta dell’emergenza per una frana, si può programmare. Pensare che i camion possano passare dalla Valle Intelvi e scendere da Menaggio per tornare sulla Regina è una soluzione impraticabile – aggiunge – Lo stesso vale per i pullman, sarebbe un disastro proprio per la Valle Intelvi».
«Nelle altre parti del mondo vediamo realizzare grandi opere, ponti, autostrade e superstrade con tecniche innovative – aggiunge Colato – possibile che qui la soluzione sia solo chiudere la statale? Che si lavori soltanto la notte, ma di giorno si deve circolare. Serviranno otto mesi invece di quattro? Ma almeno non ci sarà la paralisi».
Oppure, secondo Colato, si potrebbero caricare i mezzi sui traghetti. «Ferry-boat gratuiti per camion, pullman e auto. Al momento questa è la proposta che porterò al tavolo in Prefettura quando saremo convocati», conclude Colato.
Sull’ampio fronte politico, il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi (Forza Italia) ha ascoltato anche ieri i sindaci a margine dell’incontro sulla sanità lariana. «Le questioni sono diverse – spiega Fermi – a iniziare proprio dal passaggio dei mezzi di soccorso. Asst Lariana, con Areu e la Prefettura, dovrà disporre un piano operativo per i mesi della prevista chiusura. Un tema fra i tanti, certo. So che per il cantiere ci sono ancora sul tavolo diverse ipotesi, ma al momento sembra difficile scongiurare la chiusura della Regina per almeno 90 giorni. Il prefetto Andrea Polichetti sta facendo un grande lavoro di coordinamento. È importante che vengano ascoltati tutti i sindaci di un territorio più ampio possibile».
La Regina chiusa a Colonno non è infatti un problema solo per Argegno, Tremezzina, Colonno e Sala.
«Ogni paese del lago e delle valli avrebbe criticità dalla chiusura – dice sempre Fermi – C’è un medico che lavora a Colonno, ma vive prima di Argegno, ci sono gli studenti che devono arrivare nelle scuole di Como o di Menaggio, i mezzi pesanti che devono approvvigionare le attività tutti i giorni. Credo che dai sindaci ci sia la disponibilità a trovare soluzioni, in queste settimane sarà fondamentale proprio l’ascolto».
«La chiusura totale è fortunatamente solo una delle ipotesi sul tavolo – spiega Anna Dotti, sindaco di Argegno – Non facciamo allarmismi. Attendiamo il prossimo incontro in Prefettura per presentare le nostre istanze. Ogni giorno abbiamo confronti tra sindaci per cercare soluzioni. Sappiamo che si sta lavorando anche con la Navigazione e Asf, che c’è il supporto della politica regionale e nazionale. Noi dobbiamo però salvaguardare le esigenze dei nostri cittadini e delle attività del territorio. Non ci fasciamo la testa, va trovata una soluzione», conclude Anna Dotti.
Anche Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina, presidente di Anci Lombardia e “padre”, anche durante gli anni in Parlamento, della Variante, ieri era al lavoro per dirimere alcune questioni tecniche del cantiere.
«Si lavora a tutti i piani, con le iniziative tecniche per garantire mobilità pubblica, privata e delle merci. Anche con forte e specifico potenziamento, estensione e integrazione di mezzi e orari della Navigazione e di Asf – spiega Guerra – Nel frattempo prosegue il lavoro per ridurre i tempi di chiusura».
Chiara Braga, parlamentare comasca del Pd, è in contatto costante proprio con Guerra e il prefetto di Como, Andrea Polichetti.
«Ho rappresentato al Ministero delle Infrastrutture la rilevanza delle scelte che riguarderanno la viabilità nella fase realizzativa dell’opera, trovando la massima attenzione e disponibilità degli uffici di più stretta collaborazione del Ministro Giovannini a supportare l’importante lavoro già avviato dalle amministrazioni locali e dal prefetto – commenta – anche attraverso un contatto diretto tra Roma e il nostro territorio nei confronti di Anas e della ditta esecutrice, per ridurre al minimo i disagi e garantire condizioni di sicurezza per le comunità del lago e delle nostre valli».
«Sappiamo bene – chiarisce l’esponente della segreteria nazionale dem – quanto sia importante curare tutti i prossimi passaggi e orientare l’impresa verso soluzioni per minimizzare l’impatto, che inevitabilmente ci sarà, così come attivare soluzioni di collegamento alternative, a partire dal potenziamento della navigazione. Ogni sforzo possibile – conclude – deve essere messo in campo come è stato nei passaggi precedenti, unendo lo sforzo di tutte le amministrazioni e le articolazioni dello Stato e di Regione Lombardia».

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