Ci dispiace, stiamo fallendo | Morta l’azienda più amata dagli amanti di tecnologia: dipendenti a casa

La prestigiosa azienda chiude serranda - CorrierediComo.it (Fonte Pexels)
La crisi non lascia prigionieri: l’amatissima azienda hi-tech chiude la serranda. Il debito stimato ammonta a 45 milioni di dollari, con 40 cause legali avviate negli ultimi tre mesi.
Negli ultimi anni gli eventi geopolitici hanno impattato pesantemente su numerosi settori, e anche il comparto tecnologico italiano sta attraversando una profonda crisi, con molte imprese che faticano a rimanere competitive in un mercato globale sempre più complesso.
Nel 2024, secondo l’Osservatorio Cerved, i fallimenti aziendali in Italia sono aumentati del 17,2% rispetto alle annate precedenti, con 9.194 casi complessivi, e il primo trimestre del 2025 ha registrato ulteriori 2.427 episodi analoghi.
Il settore tecnologico, infatti, risente di fattori come l’aumento dei costi energetici, l’accesso limitato al credito e il confronto con i numerosi competitors internazionali.
Startup e imprese giovani, spesso prive di una solida struttura finanziaria, sono le più colpite, con un incremento delle procedure concorsuali del 16% nell’anno in corso, specialmente nel Nord Ovest, con l’Emilia Romagna che registra un +65,2% di fallimenti. E anche all’estero non c’è da stare allegri: un colosso dell’hi-tech si prepara ad abbassare definitivamente la serranda.
La guerra impatta anche sul mercato
Un caso emblematico di crisi aziendale, sebbene non italiano, è quello di Kronstadt, azienda russa produttrice dei droni Orion e Inokhodets e attualmente sull’orlo della bancarotta.
Secondo quanto riportato da Money.it, Kronstadt avrebbe accumulato un debito di circa 45 milioni di dollari ed è stata colpita da 40 cause legali solo negli ultimi 3 mesi, avviate dai fornitori a seguito dei mancati pagamenti. Le sanzioni internazionali, imposte a causa del conflitto in Ucraina, hanno inoltre bloccato le esportazioni e l’approvvigionamento di materie prime, mentre l’aumento dei costi ha resto insostenibile la gestione finanziaria, portando l’azienda al tracollo. Senza un decisivo intervento dal Cremlino, il destino di Kronstadt sembra ormai segnato: a seguito del collasso, centinaia di posti di lavoro verranno messi a repentaglio, considerando che l’azienda opera in un settore ad alta specializzazione e con personale qualificato.

Una scelta difficile
Come anticipato, le prospettive di Kronstadt appaiono assai cupe: la Russia sta infatti dirottando la maggior parte dei fondi nel settore della Difesa, trascurando il salvataggio delle imprese private in difficoltà.
Il silenzio del Governo, d’altronde, sembra riflettere la sua attuale politica di priorità, che privilegia il sostegno delle operazioni militari e alle industrie strategiche direttamente legate al comparto militare, nonostante Kronstadt sia produttrice di droni utili anche in campo bellico: al momento non ci sono indicazioni su un eventuale intervento statale per salvare il colosso.