Ciclismo, Greg Van Avermaet prenota la trasferta sul Lago di Como

Van Avermaet con la bottiglia di vino che gli è stata dedicata
Van Avermaet con la bottiglia di vino che gli è stata dedicata

«Il Lombardia? Troppo duro per me. Ma, se mi volete invitare sul Lago di Como, un giro dalle vostre parti lo farei volentieri». Greg Van Avermaet, vincitore della Parigi-Roubaix 2017 e migliore ciclista nel ranking mondiale sempre dello scorso anno, è stato sincero. Del “Lombardia”, e non solo, Van Avermaet ha parlato in occasione della consegna del “Mendrisio d’Oro”, che la giuria del premio internazionale gli ha assegnato per i risultati ottenuti nella scorsa stagione, che di fatto lo hanno consacrato migliore corridore del mondo.

Un momento della cerimonia di premiazione
Un momento della cerimonia di premiazione

A precisa domanda sulla gara che il prossimo 13 ottobre terminerà a Como, Van Avermaet ha ammesso: «Il percorso è bello e di grande fascino e tocca luoghi dove sono stato anche come turista, che mi piacciono. Ma devo essere sincero: per le mie caratteristiche il finale è troppo duro. Soprattutto il Muro di Sormano». E parlando di questa salita al corridore belga è scappata una risata. «Too hard», ha detto, «Troppo duro».
Il campione olimpico ha però aggiunto: «Qualche anno fa sono stato con la mia squadra ospite sul Lario e mi ricordo bene Villa d’Este e Villa Erba. Mi piacerebbe davvero tornare dalle vostre parti».

Da sinistra, Van Avermaet, Mauro Viotti e Paolo Frigerio di CentoCantù, e l'organizzatore Renzo Bordogna
Da sinistra, Van Avermaet, Mauro Viotti e Paolo Frigerio di CentoCantù, e l’organizzatore Renzo Bordogna

Paolo Frigerio, presidente di CentoCantù e coordinatore locale dell’arrivo del “Lombardia”, non si è fatto sfuggire l’occasione e ha invitato Van Avermaet a Como per un incontro con i tifosi – come quelli già organizzati con successo con Vincenzo Nibali, Paolo Bettini e Damiano Cunego – e al Ghisallo per la consegna della sua maglia al Museo del Ciclismo.
Una trasferta che avrebbe una ulteriore valenza, visto che il belga è anche campione olimpico in carica, un titolo che nel 1992 fu conquistato dall’albesino Fabio Casartelli.

Frigerio e Viotti con Oliver Zaugg, vincitore del Giro di Lombardia 2011
Frigerio e Viotti con Oliver Zaugg, vincitore del Giro di Lombardia 2011

Oltre a Van Avermaet, Paolo Frigerio e il suo stretto collaboratore Mauro Viotti hanno invitato sul Lario anche Oliver Zaugg, l’ex ciclista professionista svizzero che conquistò – con arrivo a Lecco – il “Lombardia” 2011. Ora Zaugg, originario del Canton Zurigo, vive in Ticino e ha un negozio di biciclette e abbigliamento sportivo.
All’evento organizzato da Renzo e Massimiliano Bordogna, Zaugg ha premiato con il “Mendrisio d’Argento” la promessa svizzera Filippo Colombo.
Massimo Moscardi

Filippo Colombo, vincitore del Mendrisio d'Argento
Filippo Colombo, vincitore del Mendrisio d’Argento

L’idea del “Mendrisio d’Oro” nacque nel 1972, nel ricordo dei Mondiali di ciclismo organizzati l’anno prima nella città ticinese. L’albo d’oro è dunque lungo e comprende i più grandi nomi del pedale. Il primo a essere premiato fu il belga Eddy Merckx, l’ultimo il suo connazionale Greg Van Avermaet.
Tra gli altri corridori che hanno ricevuto il riconoscimento
vi sono Vincenzo Nibali, Paolo Bettini, Felice Gimondi, Bernard Hinault, Francesco Moser, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Peter Sagan,  Fabian Cancellara, Giuseppe Saronni, Miguel Indurain, Tom Boonen, Cadel Evans (tra l’altro presente alla premiazione con Van Avermaet), Fiorenzo Magni e Roger de Vlaeminck.

Mauro Viotti e Paolo Frigerio di CentoCantù con Filippo Colombo, Cadel Evans e Greg Van Avermaet

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