Ciechi ma leggevano il giornale: a processo per truffa

© | . . Uno dei fotogrammi diffusi dalla Guardia di finanza

Rinviati a giudizio il 29 febbraio 2016. Si è chiusa così l’udienza preliminare a carico di un uomo e una donna – il primo 64 anni di Merone, la seconda 42 anni di Inverigo – accusati dalla procura di Como (pubblico ministero Massimo Astori) di aver ottenuto dall’Inps una pensione di invalidità per una cecità totale quando invece il problema sarebbe stato ben più lieve. Secondo calcoli contestati dalla pubblica accusa entrambi gli indagati avrebbero ottenuto (senza però averne il diritto) una somma di 22.155 mila euro a testa, per un totale di oltre 44 mila euro sottratti all’ente pensionistico. Le contestazioni, elevate dalla guardia di finanza che portò a termine le verifiche, riguardano un periodo compreso tra il 2012, il 2013 e il 2014.
Rimanendo a ciò che contesta la procura, i due indagati sarebbero stati affetti da una cecità parziale dal 2007, presentando però una domanda per l’accertamento dell’aggravamento della posizione in cecità totale poi ottenuta.
Dai controlli effettuati dal 2012 in avanti però, i sospettati – che dunque dichiaravano di non vedere – sarebbero in realtà stati in grado di camminare da soli lungo la via e di rientrare in casa, di leggere il giornale alle edicole e pure di scegliere i capi di abbigliamento nei negozi dei centri commerciali. In un caso un cieco totale si sarebbe trovato di fronte ad un’auto sul marciapiede riuscendo ad evitarla senza alcuna incertezza.

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