Cultura e spettacoli

Cimeli e memorie: doppio centenario con gli Alpini

altIn una serie di lettere di soldati al Comitato Donne di Lenno, che inviava generi di conforto ai militari impegnati sul fronte della Grande Guerra, tra le enumerazioni degli indumenti e del cibo ricevuto, affiorano esitanti accenni alla vita di trincea: «Di fronte abbiamo un nemico assai forte (?) abbiamo però conquistato diverse posizioni. Ed ora siamo qui in trincea, ma però bersagliati dalle granate nemiche. Avrei ancora molte cose da raccontarle, ma per cause di censura non posso raccontarle di più?».

Una ricostruzione dello scenario di combattimento evocato dalle corrispondenze di guerra apre la mostra 100 anni. Le guerre passano, la caserma resta promossa dall’Associazione Alpini di Como (124 i gruppi che la compongono) nella duplice ricorrenza del centenario dell’inizio della Grande Guerra in Europa e dell’inaugurazione della caserma Carlo De Cristoforis, che ospita l’esposizione.
I sibili e le esplosioni delle armi, gli spaventosi suoni degli attacchi accolgono infatti i visitatori in prossimità di una trincea, protetta da filo spinato aggrappato a pali, con due mitragliatrici collocate tra falde di neve.
Un’ampia documentazione fotografica testimonia la vita al fronte e nelle retrovie: foto drammatiche in cui le trincee austriache non sono meno anguste di quelle italiane ed i soldati sono addossati nei camminamenti o in sosta presso ruderi di case.
Le affianca la cronaca di guerra della stampa, in primis della Domenica del Corriere, le cui ampie copertine illustrate fornivano ai cittadini una narrazione drammatica e una percezione quasi cinematografica degli episodi bellici.
Suscitano interesse e curiosità i reperti della “tecnologia da guerra”: dal proiettore a petrolio per segnalazione a lampo di colore ai telefoni da campo Western Electric, Kellogs, Ericson; dalle pinze taglia reticolati ai manuali per la telegrafia ed alle bandierine di segnalazione.
La cruda realtà del combattimento e della morte è evocata dall’impressionante varietà di armi, ma anche dal corredo medico di cui si cercava di far fronte alle innumerevoli tipologie di lesioni e ai micidiali gas. I bossoli trasformati in contenitori con decorazioni a sbalzo di fiori, cuori e animali testimoniano invece un commovente, umile passatempo dei soldati.
Impressionano i resoconti sui militari deceduti negli ospedali di Como, accomunati (italiani e austriaci) dalla sepoltura nella cripta del cimitero di Camerlata.
Biglietti autografi, fotografie, opuscoli commemorativi, reperti ricordano i giovani combattenti comaschi cresciuti nelle fucine sportive della Ginnastica Comense e della Canottieri Lario: Settimio Reina, Teodoro Mariani, Ernesto Taborelli, Orlando Orlandoni, l’atleta Giuseppe Senigaglia e l’architetto Antonio Sant’Elia.
La storia della caserma De Cristoforis espone numerose fotografie del suo secolo di vita militare e una ricostruzione dello sviluppo urbano dell’edificio.
Tra i reperti spicca il berretto da garibaldino di Carlo De Cristoforis, capitano dei Cacciatori delle Alpi, che partecipò alle Cinque Giornate di Milano e cadde a San Fermo della Battaglia. È rievocata inoltre la figura del capitano degli alpini Corrado Venini, medaglia d’oro, caduto nel maggio 1916, di cui resta l’alta testimonianza di una lettera testamento al figlio.
La mostra documenta anche la guerra lontano dal fronte, che vincolava alle esigenze belliche la produzione agricola ed impegnava i civili nel supporto ai combattenti. In un manifesto del novembre 1914, un comitato femminile, fra cui figurano Teresa Ciceri Natta e la contessa Linda Reina De Furlani, invita le signore comasche alla raccolta di indumenti contro il freddo e le intemperie, organizzata per due giorni alla settimana presso la Croce Rossa di Como.
Diversi reperti esposti provengono dall’Associazione Volontari di Guerra di Como, che è attualmente impegnata nel tentativo di collocare in forma permanente le proprie raccolte documentarie.
Una sezione illustra il museo a cielo aperto della Linea Cadorna con sistema di trincee, postazioni di artiglieria, ricoveri e magazzini, ripristinato in diversi tratti lariani a cura dei volontari della sezione comasca dell’Ana.
Da non perdere una suggestiva proiezione di filmati sulla vita negli accampamenti e sulle offensive sul fronte alpino, come le riprese del 1918 intorno alla Cima Presena, sopra il Passo del Tonale, con i grandi pezzi d’artiglieria issati fin lassù e i cani da slitta in azione con carichi di un quintale e mezzo.
La mostra, a ingresso libero, è aperta a Como presso la Caserma De Cristoforis, in piazzale Monte Santo 2, fino al 31 maggio, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18, sabato dalle 9 alle 12. Informazioni al numero 338.80.16.580.

Giuliana Panzeri

Nella foto:
una delle foto storiche in mostra. 
27 maggio 2014

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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