«I cinghiali bussano alle porte delle case». Danni per un milione

Un cinghiale a ridosso del ciglio stradale

Un cinghiale fotografato nei pressi del Lago del Segrino, nel Triangolo Lariano

I cinghiali bussano alle porte di casa. È quanto accade in Centrolago e in Valle Intelvi, dove l’invasione degli ungulati provoca danni sempre più consistenti ai campi coltivati, ai giardini delle abitazioni e alle auto. La denuncia arriva da Coldiretti Como e Lecco, che stima in 700mila euro i soli danni causati dai cinghiali all’agricoltura negli ultimi 13 anni in provincia di Como, mentre nel Lecchese il conto supera i 200mila euro, per un totale che sfiora il milione di euro.
«Qualche giorno fa i cinghiali hanno bussato alla porta di casa: ho avuto paura», racconta Annalisa Bari, titolare di un’azienda agricola di Grandola.
Un grido d’allarme condiviso da Carlo Gilardoni, sempre di Grandola ed Uniti, cui si affianca Simona Maffioli, di Porlezza: «Tutti i prati degli alpeggi sui quali facciamo pascolare i nostri animali – affermano – nelle ultime notti sono stati rivoltati dai cinghiali. È un vero disastro, visto che ora ci tocca riportare tutti gli animali in stalla».
«Gli ungulati – sottolinea il presidente della Coldiretti di Como e Lecco, Fortunato Trezzi – sono animali talmente prolifici la cui diffusione, senza un piano d’azione specifico e generalizzato sul territorio, è difficile contrastare. I danni economici che causano alle aziende agricole raggiungono cifre importanti; vi è inoltre una vera e propria emergenza sicurezza sulle nostre strade».
Oltre alla Valle Intelvi, al Porlezzese e alle altre aree del Centrolago, i cinghiali sono sempre più diffusi anche nel Triangolo Lariano. Ma non sono soltanto questi ultimi a danneggiare i campi. Anche la crescita incontrollata dei cervi preoccupa gli agricoltori lariani.
«I cervi erano quindici – racconta Fabio Mariani, di Valsolda – e davanti ai miei occhi hanno divorato tutta l’erba del mio alpeggio; ora ho dovuto comprare del fieno per dar da mangiare ai miei animali al pascolo».
Analoga la denuncia di Giancarla Erba, di Carlazzo: «I cervi hanno mangiato tutto il mio raccolto di frutta».
Quello dello sviluppo incontrollato della fauna selvatica e dei conseguenti danni alle aziende agricole sarà uno dei temi più critici che verranno discussi stasera alle 20 a Villa Soldo, a Orsenigo, durante l’assemblea dei soci della Coldiretti di Como e Lecco alla quale interverrà anche Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura.
Le preoccupazioni degli agricoltori lariani sono le stesse dei colleghi di tutta la Lombardia, visto che a livello regionale negli ultimi 13 anni i danni causati dalla fauna selvatica, sia alle coltivazioni che alle auto, hanno superato i 17 milioni di euro, con una media di 15 incidenti stradali al mese.
«Senza contare – aggiunge Trezzi – tutti quegli episodi non segnalati dai nostri agricoltori, a causa di una burocrazia che oggi è troppo complessa e che non garantisce sicurezza nel risarcimento dei danni. Così, molti imprenditori agricoli del nostro territorio preferiscono non denunciare l’accaduto e sobbarcarsi tali costi».
Nel Comasco si verificano in media oltre 100 attacchi all’anno alle aree agricole, mentre nel Lecchese si sfiorano i 150 casi; per entrambi i territori nel 65% dei casi si tratta di incursioni di cinghiali, che devastano le colture e rivoltano il terreno.
All’assessore Fava l’assemblea di Coldiretti chiederà di farsi portavoce delle problematiche riguardanti la proliferazione incontrollata della fauna selvatica che mette a rischio l’agricoltura di montagna, visto che la proposta di legge in tal senso, presentata proprio grazie all’impegno di Coldiretti, verrà discussa dal consiglio regionale nelle prossime settimane.

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