Cinghiate e torture a moglie e figli: arrestato un papà 42enne

La Questura di Como

Non potevano uscire. Non potevano guardare la televisione. In casa non potevano fare alcun tipo di rumore e chi sgarrava veniva preso a cinghiate con la cintura dei pantaloni, oppure sottoposto alla tortura detta “della matita”, con l’inserimento della stessa tra le dita della mano che poi venivano premute con forza.
Un padre 42enne del Triangolo Lariano di origine siriana, già coinvolto in passato in una indagine contro i “passatori” dall’Italia alla Germania, è stato arrestato nelle scorse ore in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere chiesta dal pubblico ministero Antonio Nalesso e accolta dal giudice delle indagini preliminari Carlo Cecchetti.
Le vittime – secondo quanto contestato dalla Procura, dopo una indagine condotta dalla squadra Mobile di Como – sono i sui familiari: la moglie, anche lei siriana, e i quattro figli rispettivamente di 12, 7, 6 e 4 anni. Accuse che abbracciano un ampio periodo compreso tra il 2008 e i giorni scorsi.
Più di 10 anni di vessazioni e di violenze, che avevano portato a diversi interventi delle forze di polizia sia nell’abitazione sia nella scuola dei bambini.
Anzi, importanti segnalazioni sarebbero giunte proprio dal dirigente scolastico e dagli insegnanti con cui si sfogavano i bambini. In particolare, durante un’ora di educazione fisica, una delle figlie avrebbe raccontato all’insegnante delle cinghiate prese da quel padre violento che è poi finito sotto i riflettori della squadra Mobile e della Procura di Como.
Gli ultimi episodi sarebbero recentissimi, risalenti allo scorso 29 novembre. La figlia più grande sarebbe stata presa a calci sulla schiena e (di striscio) anche sul viso, afferrata per i capelli e minacciata: «Ti taglio la gola». Violenze che aumentavano quando la madre – anche lei vittima delle vessazioni in famiglia e impossibilitata a uscire di casa – cercava di intervenire per proteggere i figli. Quel giorno toccò ai carabinieri della stazione di Erba intervenire e riportare la calma in famiglia. L’annotazione dell’Arma è però confluita nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere (al Bassone) che è stata eseguita in queste ore.
La prima segnalazione era invece giunta alla Mobile lo scorso 22 novembre, da parte del dirigente scolastico (informato dai docenti) della classe seconda (media) frequentata dalla figlia più grande.
Le accuse sono di maltrattamenti in famiglia nei confronti sia della moglie sia dei bambini, violenze aggravate dall’aver commesso i fatti in presenza dei figli minorenni della coppia.
Il padre nelle prossime ore riceverà in carcere al Bassone la visita del giudice delle indagini preliminari di Como che ha firmato l’ordinanza, il gip Carlo Cecchetti. A lui potrà cercare di fornire la propria versione dei fatti che gli vengono contestati dalla Procura lariana.


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