Cinque comaschi in raduno a Piediluco con l’élite del remo

alt Canottaggio Dal Lario alla Nazionale

Nel mirino, a questo punto, ci sono le regate di Coppa del Mondo di Lucerna. Fino al 7 luglio è in corso, al centro federale di Piediluco, il raduno della Nazionale di canottaggio Senior e Pesi Leggeri, maschile e femminile. Il collegiale serve a formare gli equipaggi che parteciperanno alla terza e ultima prova di Coppa del Mondo 2013 in programma a Lucerna (Svizzera) dall’11 al 14 luglio.
Il direttore tecnico, Giuseppe La Mura, ha chiamato un totale di 51 atleti. Di questo gruppo, che

rappresenta l’élite del remo nazionale, fanno parte anche gli assi del remo lariani.
La Mura ha infatti chiamato in Umbria Elisabetta Sancassani (Gruppo Sportivo Fiamme Gialle), Pietro Ruta (Marina Militare), Sara Magnaghi (Canottieri Moltrasio), Giulia Pollini (Cernobbio) e Gaia Marzari (Lario). Dunque tre emergenti (Magnaghi, Pollini e Marzari), una “sempreverde” come Sancassani e un atleta come Ruta che si sta proponendo con sempre maggiore autorevolezza.
Proprio Ruta, infatti, è reduce dal successo ai Giochi del Mediterraneo in Turchia. L’atleta, cresciuto nella Canottieri Menaggio, si è imposto nella prova del “singolo pesi leggeri” con una gara disputata sempre in testa, con il comasco che non ha lasciato scampo ai suoi principali interlocutori, il turco Huseyn Kandemir e il greco Panagiotis Magdanis.
Per Ruta – nato a Gravedona il 6 agosto del 1987 – sicuramente una grande soddisfazione. «Ho gestito bene la gara dopo una partenza decisa che mi ha permesso di andare subito avanti e poi, palata su palata, ho cercato di rimanervi – ha spiegato al termine della competizione – Devo dire che Kandemir è stato bravo a rimanere sempre incollato alla mia barca, con la Grecia che ha sempre tentato di risalire di posizione, ma alla fine sono esploso di felicità non appena tagliato per primo il traguardo».
«Inizialmente ero incerto sul risultato anche se pensavo di essere sul podio, poi oggi, man mano che la gara si dipanava, ero sempre più certo della vittoria – ha concluso Pietro Ruta – Un oro che va ad aggiungersi al mio palmares con una competizione che mi ha consentito di acquisire esperienza a livello internazionale, cosa che non guasta mai. Dedico la medaglia alla mia ragazza Raffaella che, oltre a supportarmi, devo dire che sopporta anche le mie assenze».

C.M.

Nella foto:
Pietro Ruta con la medaglia vinta ai Giochi del Mediterraneo

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