Cinquestelle contro la Tremezzina: “Variante inutile e faraonica”

I rendering della variante della Tremezzina

I rendering della variante della Tremezzina I rendering della variante della Tremezzina

«No alle opere faraoniche, bisogna invece far partire subito tutte quelle misure che permetterebbero di rendere più scorrevole il traffico senza devastare il territorio». All’indomani del vertice di martedì nella sede milanese della Sovrintendenza ai Beni paesaggistici, il Movimento 5 Stelle ribadisce la sua contrarietà alla variante della Tremezzina.
Martedì la Sovrintendenza ha chiesto due mesi di tempo per un supplemento di indagine sulla nuova galleria di 150 metri, tra la vecchia torre di segnalazione di Ossuccio e l’abbazia benedettina in Val Perlana, introdotta nel progetto dopo che la stessa Sovrintendenza aveva bocciato l’ipotesi di realizzare quello stesso tratto a cielo aperto.
«Sono passati due anni da quando si sarebbe dovuta cominciare questa opera faraonica e, ad oggi, i disservizi continuano a esserci e dell’opera non c’è traccia», attacca Stefano Buffagni, consigliere regionale del M5S Lombardia.
«È necessario intervenire con un supporto vero al territorio incrementando l’attività del trasporto lacustre e impiegando bus di piccole dimensioni per il trasporto pubblico – sottolinea Buffagni – Si deve ampliare la carreggiata laddove è possibile e fare integrazione tariffaria fra treni, mezzi e trasporto lacustre. Insomma, servono risposte immediate e concrete ai cittadini, non grandi opere che abbiamo visto come vanno a finire, come dimostrano le recentissime vicende del terzo valico ferroviario, tra arresti, tangenti e nulla di fatto».
«Le grandi opere non servono, come dimostrano la Brebemi e la tangenziale di Como – afferma a sua volta Luca Ceruti, consigliere comunale pentastellato di Palazzo Cernezzi – Per giustificare la necessità della variante della Tremezzina non vengono intanto attuate tutte quelle misure alternative che potrebbero da subito fluidificare il traffico sulla Regina. Il Pd, alla ricerca di consenso, vuole invece a tutti i costi far partire la variante, la cui costruzione devasterà il territorio e il turismo fino al 2030».

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