Perché è giusto introdurre la tassa sulla plastica monouso? E’ la domanda a cui risponde in una nota il Circolo Ambiente Ilaria Alpi.
“Anzitutto facciamo chiarezza: dal 2021 l’Europa proibirà l’uso delle stoviglie usa-e-getta – si legge nella nota – pertanto tassare la plastica in Italia anticiperebbe solo di un anno il divieto europeo. In ogni caso è opportuno disincentivare da subito l’utilizzo degli imballaggi monouso anche attraverso la nuova tassazione, poiché nel nostro Paese solo il 30% di questa tipologia di rifiuti viene effettivamente recuperata, mentre una consistente parte viene incenerita, creando inquinamento e ceneri tossiche! Per la restante parte nemmeno si sa che fine faccia, tant’è che spesso ce la troviamo dispersa sui cigli delle strade, nei boschi, nei nostri laghi e, da qui, fino al mare che ne è pieno! Se abbiamo l’illusione di non vederla in acqua è perché si è trasformata in microplastica (il Lario ne ha una elevata concentrazione), visibile solo al microscopio, ma a nostra insaputa ce la troviamo poi nei nostri cibi attraverso la catena alimentare (i pesci ne sono pieni)”.
Le alternative al monouso ci sono – suggerisce sempre Roberto Fumagalli, presidente del Circolo brianzolo – ad esempio tornare alle stoviglie durevoli o, laddove non si riesce, utilizzare quelle compostabili. Viene poi suggerito l’utilizzo di borracce. l’acquisto di prodotti sfusi o confezionati nel cartone.
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