In città aria irrespirabile da sette giorni. Ma per “colpa” di Erba e Cantù non si fa nulla

A Como l’aria è avvelenata da sette giorni ma le misure di contenimento dell’inquina – mento non scattano perché secondo il Protocollo aria messo a punto dalla Regione non contano i valori di una singola centralina di rilevamento, quella di Como appunto, ma la media aritmetica di tutte e tre le centraline presenti sul territorio. E siccome a Erba le concentrazioni di Pm10 sono state nei giorni scorsi quasi sempre sotto la soglia limite, e domenica lo sono state anche a Cantù, la media è troppo bassa e le misure antismog non vengono adottate.

Affinché scattino le limitazioni al traffico, con il blocco esteso anche ai veicoli diesel Euro 3 dalle 9 alle 17, servono infatti sette giorni consecutivi di superamento della soglia limite di 50 microgrammi di polveri sottili per metro cubo d’aria. Ma la media delle centraline è fuori limite soltanto da due giorni: martedì sfiorava quota 74, lunedì era a 72 ma domenica era bassa, ferma a 44 microgrammi.

Eppure a Como città l’aria è inquinata da ben sette giorni di fila, con il picco massimo registrato martedì, ultimo dato disponibile: 93 microgrammi di Pm10, praticamente il doppio della soglia consentita. Insomma, chi vive, lavora, studia o fa una passeggiata nel capoluogo continua a respirare aria fortemente inquinata per colpa di Erba e Cantù, dove i livelli di smog sono più bassi.

E per colpa delle nuove regole volute dalla Regione, d’intesa con l’Associazione dei Comuni lombardi, che nell’intento di spingere verso politiche antismog coordinate su territori più vasti, aggregando i diversi Comuni, di fatto, almeno nel caso del Lario, non fanno altro che annacquare i dati pur rilevanti misurati dalle centraline dell’Arpa.

Vi è poi un altro paradosso: in provincia di Como soltanto il capoluogo rientra nel Protocollo aria della Regione, nessun altro Comune vi ha aderito. Dunque Como è bloccata dai dati di Erba e Cantù che nemmeno hanno aderito al Protocollo. In Lombardia, del resto, la gran parte delle amministrazioni comunali ha snobbato le nuove regole, tanto è vero che ieri Legambiente ha scritto una lettera ai sindaci lombardi per invitarli ad aderire al protocollo regionale sottolineando che «dall’inizio di dicembre siamo in piena emergenza inquinamento» e ricordando che «la salute dei cittadini non può aspettare un minuto in più». Infine, un’ultima considerazione. Quando anche venissero introdotte, le misure di contrasto all’inquinamento contemplate dal Protocollo aria messo a punto dalla Regione non potranno fare miracoli, visto che di blocchi totali del traffico non si parla. Dopo sette giorni consecutivi di superamento della soglia limite di 50 microgrammi di Pm10 sono infatti previsti, tra l’altro, lo stop dalle 9 alle 17 dei veicoli diesel Euro 3, il limite dei 19 °C per le temperature medie nelle abitazioni e negli esercizi commerciali, il divieto per tutti i veicoli di sostare con il motore acceso. Certo, sempre meglio di niente, però forse poco per poter tirare un respiro di sollievo.

Articoli correlati