Città dei Balocchi, incertezza sulle regole da adottare per le norme anti-Covid

Città dei Balocchi 2019

Ci sarà una Città dei Balocchi il prossimo Natale a Como? La domanda non è retorica. L’epidemia di Coronavirus ha già cancellato eventi che non si erano fermati nemmeno durante la Seconda guerra mondiale. E ha stravolto calendari sportivi che sembravano scolpiti nella pietra. Ovvio quindi che una manifestazione come quella che inizia di solito a fine novembre nel capoluogo lariano sia sotto osservazione. Domanda plausibile, quindi. E risposta incerta. Il Comune, ha confermato ieri al Corriere di Como l’assessore al Commercio Marco Butti, ha chiesto agli uffici di predisporre il bando di gara che dovrebbe essere pronto alla fine di questo mese. Un bando che tiene conto, naturalmente – e non potrebbe essere diverso – di quanto è accaduto. Un bando che potrebbe però essere stravolto se, nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, il governo e il Parlamento dovessero emanare provvedimenti restrittivi anche per le iniziative pubbliche invernali.
«La mia grande preoccupazione – ammette Marco Butti – è che il bando debba essere rivisto o aggiornato in corso d’opera. Le eventuali nuove prescrizioni potrebbero creare problemi». Quali prescrizioni, in particolare?
Sicuramente il distanziamento sociale. Nelle linee guida che la giunta ha votato ormai qualche settimana fa, sono state date indicazioni che cambiano – e non poco – la scenografia della kermesse.
«La distribuzione territoriale dell’evento sarà molto più ampia – dice Butti – gli organizzatori dovranno utilizzare il lungolago, piazza Roma e la zona dei Giardini a lago». La novità forse più significativa sarà, in ogni caso, lo spezzettamento della gara.
Ci saranno infatti due bandi diversi tra loro, conferma l’assessore: uno per il centro storico e uno per le periferie. Le molte critiche che negli anni scorsi hanno sempre sottolineato l’eccessiva centralizzazione della kermesse hanno spinto la giunta a immaginare la possibilità di riempire gli spazi sin qui rimasti vuoti.
Giochi di luce, bancarelle, luminarie, iniziative di vario genere potranno essere organizzate anche ai margini del capoluogo. Sempre che qualcuno valuti economicamente vantaggioso partecipare alla gara. E qui si torna al punto di partenza. Come sarà la Città dei Balocchi al tempo del Covid-19?
Silvio Santambrogio, presidente degli Amici di Como, associazione che da sempre affianca il Consorzio Como Turistica nell’organizzazione, ammette: «stiamo preparando un piano A, come se il bando fosse simile a quello degli anni scorsi; e un piano B, per un eventuale dimensionamento diverso. Vedremo che cosa succederà. Tutto dipende da che cosa troveremo nel capitolato». Certo è, conclude Santambrogio, che «non fare la Città dei Balocchi sarebbe un danno per la città».
Ma c’è, sul piatto, l’eventualità che la manifestazione salti? Al momento non sembra essere così. Di sicuro, le tante bancarelle ammassate l’una sull’altra o l’affollamento davanti ai giochi di luce non potranno più essere la cifra dell’evento.
Il distanziamento sociale o i percorsi obbligati di entrata e uscita imporranno regole nuove che potrebbero limitare la convenienza economica degli organizzatori.
Va da sé che anche la crisi economica potrebbe causare qualche problema con la raccolta delle sponsorizzazioni. Ma si tratta di ipotesi.
«Tutto dipenderà dall’evoluzione dalla normativa – ribadisce Butti – la mia speranza è che le nuove regole non ci danneggino troppo».

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