Cronaca

Cittadella per le arti attiva 300 giorni l’anno

Una struttura polifunzionale
Nel “velario” di Alessandro Sanquirico la morte tragica dello scrittore comasco Plinio il Vecchio durante l’eruzione del Vesuvio

(l.m.) Il Sociale, nato nello stesso anno di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, è un’autentica “fabbrica dello spettacolo” che lavora in media 300 giorni l’anno. Divenuta da teatro per pochi fortunati teatro per tutti, polifunzionale nel senso più completo del termine. Il complesso, d’impianto neoclassico come rivela il pronao a sei colonne sormontato da un timpano, integra in un unico disegno l’insieme del teatro e dell’arena sul lato Sud. La sala ha la forma di cassa di violoncello

e le murate hanno una struttura in legno con 5 ordini di posti di cui 3 ordini per i 72 palchi di proprietà privata, oltre al palco reale, e 2 ordini per le gallerie (IV e V ordine).
Per il Sociale, «insigne monumento cittadino alle muse», come recita una stele in biglietteria, si può parlare di una compresenza di ruoli. Infatti è teatro di produzione, con numerosi progetti musicali consolidati negli anni e rivolti a ogni tipo di pubblico. Un lavoro già di per sé impegnativo. Basti citare il circuito didattico “Opera domani”, nato nel 1996, che chiama a raccolta ogni anno più di 2.500 insegnanti e 50.000 bambini, il “Concorso per Giovani Cantanti Lirici” e il neonato “Festival Como città della musica”, nato per prolungare l’attività musicale anche durante la stagione estiva. Senza contare le attività dell’Orchestra 1813, che dal 2007 del teatro comasco incorpora orgogliosamente nel proprio nome la veneranda età. Accanto ci sono le attività didattiche, e tutti gli eventi ospitati, che spaziano dagli spettacoli ai convegni e documentano l’apertura del teatro alla società civile nel suo complesso. Di cui l’ente proprietario, la Società dei Palchettisti, che da anni sostiene le attività del Teatro, è del resto specchio fedele: un’insigne eccellenza di Como che è anche un esempio virtuoso di sinergia tra proprietà privata e interesse pubblico. Simbolo delle tante attività collaterali agli spettacoli veri e propri che animano il Sociale è la Società del Casino, che ha in locazione le sale dei ridotti del teatro fin dal 1822, come rivela il libro a cura di Alberto Longatti e Fabio Cani Il Teatro Sociale di Como 1813-2013, appena edito dai Palchettisti e da NodoLibri, miniera imprescindibile per ogni analisi storica sul Sociale. Che vede il legame con la città sintetizzato in un gioiello nel gioiello: il “velario” del peso di 90 chili circa (escluse le strutture di sostegno), una superficie di tela di lino di 130 metri quadrati, dipinta a tempera, coevo alla costruzione del teatro stesso (1813), realizzato per sovrapporsi al sipario di velluto rosso sul boccascena. L’artista che lo ha realizzato, Alessandro Sanquirico, vi documenta la morte di un nostro illustre concittadino, lo scrittore Plinio il Vecchio, nel 79 d.C., a causa delle esalazioni venefiche del Vesuvio. Una scena drammatica e piena di pathos, in linea con l’ambiente teatrale che la ospita.

30 Novembre 2013

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