Cittadella sanitaria, Gaffuri va all’attacco: «La Regione dia i tempi»

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Non ha usato mezzi termini l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Como, Bruno Magatti, sul futuro della cittadella sanitaria di Camerlata. Ha parlato di «progetto impossibile» e di «mancanza di volontà di arrivare in fondo».
E se Sant’Anna e Asl negano con forza che il trasferimento si sia interrotto, l’opposizione in Regione va all’attacco.
«È trascorso un anno dalla risposta data dall’assessore alla Sanità Mario Mantovani alla nostra interrogazione sul futuro della cittadella – attacca il consigliere – Avevamo chiesto di dare un segnale chiaro all’Asl, perché non si può rimanere a metà del guado, ossia in una situazione in cui si mantengono uffici e servizi in strutture con costi di gestione elevati mentre dall’altra parte non si arriva al completamento definitivo della cittadella».
«Il Sant’Anna è riuscito a trasferire macchinari e ambulatori, mentre l’Asl non può muovere degli uffici? – rincara la dose Gaffuri – Lo scorso anno abbiamo chiesto un cronoprogramma per completare il trasferimento. La Regione deve pretendere l’adempimento completo dell’accordo di programma».
«L’assessore non ha nuove comunicazioni sul tema da fare alla stampa» spiegano dalla segreteria di Mantovani. Qualsiasi progetto di sviluppo relativo alla sanità è al momento condizionato dai tagli dei trasferimenti dallo Stato alla regione. Tagli che per il solo 2015 sono pari a 948 milioni. «Siamo molto orgogliosi del sistema sanitario lombardo. Dal punto di vista dell’efficienza e dei costi siamo sul podio a livello nazionale e il nostro obiettivo è renderlo ancora più efficiente», ha dichiarato il presidente della Regione Roberto Maroni.
Dall’altra parte la minoranza a Palazzo Cernezzi si dice pronta a fare quadrato per trovare una soluzione. «Io parlo a titolo personale, come gruppo misto Fratelli d’Italia – spiega Marco Butti – ma sono convinto che su un tema così delicato si possa lavorare insieme. È il momento di fare qualsiasi sforzo per fare nascere la cittadella della salute». Spiega Butti che auspica questa soluzione per il monoblocco e indipendentemente dalla destinazione del resto dell’area ex Sant’Anna.
«Non si può legare tutto a residenze e aree commerciali. Certo – aggiunge il consigliere – serve capire e la volontà politica di tutti. Anche della Regione. Sono convinto che senza la cittadella della salute il comparto rischia di rimanere abbandonato per cinquant’anni. È una sfida per il territorio».
Dall’Assessorato regionale, ieri hanno ribadito l’immutato interesse sulla questione cittadella sanitaria di Camerlata.
P.An.

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