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Cittadella, una tesi di laurea riaccende il dibattito sul futuro

Il destino dell’ex Sant’AnnaVolumi ridotti di un terzo, i piani bassi del monoblocco trasformati in uno spazio aperto, un polo tecnologico, attività pubbliche con funzioni innovative, una stazione di interscambio, sentieri ciclo-pedonali. La tesi di laurea di due architetti comaschi diventa l’occasione per riprogettare l’area di via Napoleona, con una visione futuristica e ampliata della cittadella sanitaria.Il lavoro è stato presentato ieri al Teatro Sociale in un incontro organizzato da azienda ospedaliera Sant’Anna, Ordine degli architetti e Comitato Cittadella della salute.

Un’occasione per rilanciare il dibattito su un tema determinante per il futuro di Como che rischia però di naufragare. «È un sogno che spero si possa realizzare – ha detto il direttore dell’azienda di via Ravona, Marco Onofri – Se tutti si danno davvero da fare credo che sarà possibile trovare la soluzione».

Proprio dalla volontà di contribuire al dibattito su un’area determinante per il futuro della città sono partiti i neo architetti Michele Gaspa e Riccardo Rossoni. Il filo conduttore della loro tesi di laurea, discussa nel luglio scorso al Politecnico di Milano, è riassunto nel titolo del lavoro: “Nuovi spazi tra città, parco e infrastruttura – progetto di ri-uso creativo dell’ex ospedale Sant’Anna – Como”.«Abbiamo pensato a un approccio creativo per la riqualificazione dell’area – hanno spiegato gli autori – La prima criticità che abbiamo rilevato nell’area è l’attuale concezione del comparto come un recinto chiuso, un’isola scollegata dal resto. Il primo obiettivo è stato proprio cancellare questa barriera, puntare sull’integrazione dell’ex ospedale nel quartiere. Per questo abbiamo ipotizzato sia il rilancio del parco verde, con sentieri ciclo-pedonali, sia una nuova stazione di interscambio, che permetterebbe anche il rilancio dell’autosilo». Tra gli aspetti più innovativi, il recupero del monoblocco. «I volumi attuali sono eccessivi, ci sono troppe costruzioni – hanno detto ancora gli architetti Gaspa e Rossoni – Abbiamo pensato all’abbattimento di alcune strutture con una riduzione totale del 30% dei volumi. Il monoblocco verrebbe completamente rivisto e svuotato».Dall’Ordine degli architetti di Como, rappresentato da Giovanni Franchi, è arrivato l’appello ad «avviare subito un dibattito che, in tempi ragionevoli e con il coinvolgimento di tutte le parti, possa diventare qualcosa di più di una tesi di laurea. Il processo di partecipazione è fondamentale – ha detto – Indipendentemente dalle risorse, che si possono trovare, iniziamo a fare un progetto e porre punti fermi. L’Ordine si impegna formalmente ad andare avanti». «Il rilancio del Sant’Anna non è un problema sanitario – ha aggiunto Antonella Pinto, del Comitato Cittadella della Salute – ma coinvolge l’intera città».

Anna Campaniello

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