Cronaca

Strade colabrodo, cittadini in rivolta

C’è chi dice no – Gomme, cerchioni e sospensioni a rischio. Superlavoro per le officine
Esasperazione per le condizioni pietose in cui versano città e provincia
Limite massimo 30 chilometri orari (20, nei casi peggiori), triangoli di pericolo con l’indicazione «buche», paletti o transenne per segnalare voragini e dislivelli dell’asfalto. Mai come nelle ultime settimane, sull’intero territorio provinciale è un proliferare continuo di cartelli stradali provvisori, quelli cioè piazzati temporaneamente per indicare un problema improvviso (e irrisolto).
Dovrebbero essere un’eccezione, questi cartelli. E invece, sembrano essere diventati la norma

, nel capoluogo così come altrove, sulle strade comunali, provinciali e statali. Senza alcuna distinzione.
«Segnalarle una strada dissestata? E come si fa, sono tutte dissestate», è la risposta pressoché unanime che si riceve interpellando automobilisti e motociclisti ma anche ciclisti e pedoni. Impossibile o quasi fare una graduatoria delle vie più disastrate. E poco importa ai cittadini che gli amministratori comunali e provinciali diano la colpa alla neve, al ghiaccio e alla pioggia. «È una vergogna», tuonano.
Carlo Malinverno parla per esperienza. Dal 1953 al 2009, con la sua impresa edile, ha asfaltato ma anche “salato” e spalato migliaia di strade. «La lama spalaneve dovrebbe avere una protezione di resina – dice – che serve a preservare le strade. Con questa gomma, però, sull’asfalto resta un minimo strato di neve, quindi molti preferiscono non usarla, con il risultato di raschiare l’asfalto e, letteralmente, di sbriciolarlo. Senza contare che molte delle nostre strade sono “a dorso di mulo” e questo crea notevoli problemi ai mezzi spazzaneve. Un altro elemento determinante è il sottofondo delle strade – prosegue Malinverno – Fino a qualche anno fa veniva fatto con 30 centimetri di ghiaia, oggi per ridurre le spese si fa di 10-15 centimetri al massimo. Per i rappezzi, poi, sempre per risparmiare, si usa poco catrame. Il risultato è quello che chiunque può vedere».
«È una situazione disastrosa – denuncia Francesco Masperi – La via Scalabrini, per citare una strada che faccio quotidianamente, è letteralmente un colabrodo. Identica situazione sulla strada per Lora, la Cappelletta. Credo che quella delle condizioni meteo, poi, sia soltanto una scusa. Le buche c’erano prima della neve e stanno via via peggiorando anche ora che il tempo è migliorato».
«A Como ci sono buche ovunque, è impossibile fare una graduatoria delle strade più malmesse – dice anche Iolanda Rugeri – I politici usano la scusa della neve, ma non imbrogliano più nessuno. La realtà è che si fanno male i lavori e si continua a rattoppare anziché sistemare davvero le strade come si dovrebbe».
Natalino Soligo e la moglie, Riccarda Amadeo, abitano ad Albate. «La situazione lì è disastrosa, a partire dalla Canturina – dicono – Nei giorni scorsi, abbiamo visto alcuni addetti buttare catrame nelle buche più grosse sotto la pioggia battente. Passavano rapidamente da una buca all’altra senza neppure schiacciare il catrame, ci siamo chiesti a cosa potesse servire».
Tra le categorie più a rischio compaiono indubbiamente i motociclisti e chiunque viaggi su due ruote.
«La vigilia di Natale – ricorda Giovanni Carcano – in via Asiago mi sono trovato in un punto che definire sconnesso è un eufemismo. Sono rimasto in piedi per miracolo, sono arrivato a casa con le gambe che mi tremavano. Ho chiamato direttamente per chiedere che intervenissero e per essere onesto la mattina dopo la buca era transennata. La situazione disastrosa delle strade, però, è sotto gli occhi di tutti, credo sia innegabile. Il problema è che non si fa nulla per prevenire e si va avanti a rattoppi che lasciano il tempo che trovano».
Vincenzo Murro abita a Civiglio. «In via Valgioera è pericoloso transitare – denuncia – Le buche sono diventate voragini. Ho segnalato la situazione per due volte all’ufficio relazioni con il pubblico del Comune di Como ma non è servito a nulla. Ci sentiamo bistrattati, nessuno interviene, siamo abbandonati».
«Abito in via Risorgimento e la strada da San Fermo è in condizioni pietose – dice Egidio Calabrese – Non avrei mai immaginato di vedere una situazione simile a Como».
«La condizione delle strade è pessima – dice Simona Gaffuri – Ovunque si incappa in buche enormi. Il maltempo sicuramente ha peggiorato il tutto, ma credo che sia un insieme di concause, a partire dalla cattiva manutenzione. È una vergogna».
Jacopo Ciceri è appena incappato in una buca. «È accaduto a Montorfano – dice – Stavo andando agli allenamenti in auto, la strada è in condizioni pietose e sono finito in una buca. Ho rotto il cerchione e forse anche la gomma, è davvero una situazione vergognosa».

Anna Campaniello

Nella foto:
La voragine che si è aperta all’ingresso dell’autosilo di via Auguadri, in città, dietro il palazzo di giustizia (foto Mv)
13 gennaio 2011

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