City Angels ai giardini a lago: «Pronti per i pattugliamenti»

Il coordinatore: «Aspettiamo soltanto la chiamata del Comune»
Giardini a lago, sempre più terra di nessuno. I recenti episodi di violenza, accaduti a due passi dal Tempio Voltiano hanno turbato la cittadinanza che ormai non si sente più padrona di alcune tra le aree più suggestive di Como. Lo scorso giovedì, un 34enne è stato fermato dalle forze dell’ordine dopo aver aggredito un passante e una vigilessa. E, pochi giorni prima, una giovane turista olandese era stata derubata e ferita da un marocchino.
Casi purtroppo non più isolati, che si ripetono
con una certa, allarmante, frequenza. A tal punto da spingere Daniela Gerosa, assessore al Verde e all’Arredo urbano del Comune di Como, a chiedere l’intervento non solo delle forze dell’ordine ma anche delle guardie ecologiche e di altri volontari. Messaggio immediatamente recepito dai City angels di Como. «Noi già da tempo perlustriamo la città, giardini compresi. Conosciamo bene la situazione – dice Gianfranco “Condor” Moretti, caposquadra e coordinatore dei City Angels – Siamo pronti a incontrare quanto prima l’assessore per parlare di un nostro eventuale impiego e rafforzamento nell’opera di controllo». Immediata, dunque, la prima risposta. «Noi già da alcuni anni compiamo questo lavoro. Però abbiamo poteri limitati. L’assessore dovrà spiegarci se potremo disporre di maggior autonomia o se ci dovremo limitare a segnalare alle forze dell’ordine eventuali episodi», aggiunge Moretti.
Intanto, per il futuro si sta cercando di introdurre una novità nei giri di perlustrazioni serali dei City Angels. «Stiamo organizzando una nuova squadra che uscirà da mezzanotte fino alle 5 del mattino – interviene sempre Gianfranco Moretti – I nostri uomini si muoveranno per la città in bicicletta. Noi ci siamo. Aspettiamo solo una chiamata dell’assessore», conclude il coordinatore comasco dei City angels che attualmente escono 4 sere alla settimana. In passato – era la fine degli anni ’90 – a Como vennero sperimentate, per un breve periodo, anche le ronde padane. Sempre per controllare zone sensibili della città.
«Ricordo bene quegli anni – spiega il leghista Lucio Grammatica, allora consigliere comunale a Palazzo Cernezzi – Devo però dire che non produssero grandi effetti. Avevano infatti solo la possibilità di chiamare, in presenza di situazioni sospette, le forze dell’ordine e nulla di più». Le strade da seguire dovrebbero dunque essere altre. «Fare pressione sul tavolo provinciale di sicurezza per aumentare i pattugliamenti delle forze dell’ordine. E soprattutto andrebbe riscoperta la responsabilità civica -dice Grammatica – I comaschi dovrebbero riappropriarsi della loro città. Tutti dovrebbero sentirsi in dovere di allertare le forze dell’ordine in presenza di situazioni di rischio».
La necessità di “riconquistare” la città viene ribadita anche da Bruno Magatti, assessore ai Servizi sociali ed educatore scout per una vita.
«Il coinvolgimento del mondo del volontariato, delle associazioni e degli scout stessi va ponderato con attenzione – chiude Magatti – Riempire gli spazi considerati pericolosi con eventi estemporanei, organizzati sull’onda emotiva della cronaca, non ha molto senso. Più utile è un cambiamento di mentalità dei cittadini che devono tornare ad abitare gli spazi. Anche quelli più degradati».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
I volontari dei City angels si dicono disponibili a sorvegliare con maggiore frequenza l’area dei giardini a lago

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