Cronaca

Clima pazzo, invasione di cavallette e cimici

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Ecosistema minacciato
Anche la grande quantità di zanzare tigre, coccinelle e mosche della frutta documenta il riscaldamento globale

(l.m.) Gli insetti parlano chiaramente: il clima è impazzito. Il riscaldamento globale? Lo spiegano meglio dei ghiacciai che si ritirano le tante cavallette, cimici, zanzare tigre, coccinelle e mosche della frutta che ormai proliferano anche ad autunno inoltrato, con i termometri in discesa.
Non sono piaghe bibliche ma sintomi evidentissimi che qualcosa non va più rispetto ai climi cui erano abituati i nostri padri e nonni. Parola di Mario Colombo, entomologo lariano esperto di lotta biologica

e di apicoltura che dirige dal marzo 2011 l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran), famoso nel mondo per avere promosso la dieta mediterranea.
Zanzare come la “tigre” e il cimicione ad alto potenziale infestante che ci tormentano da settimane «sono specie che arrivano da Paesi esotici – dice Colombo – mentre le cavallette sono autoctone: un’invasione fece storia nell’800 in Altolago. Ora però hanno uno straordinario volano nell’abbandono delle coltivazioni che rende loro disponibile cibo in abbondanza con rovi e arbusti in quantità. Il paesaggio agricolo non è più trattato in maniera sistematica, insomma, ed è quindi a piena disposizione di insetti polifagi, cioè che mangiano tutto, come le cavallette appunto».
«Anche il proliferare di certi ditteri come le mosche della frutta che attaccano le coltivazioni anche in zone esposte e poco protette, o la piralide del mais che ha aumentato a tre le generazioni annue, dicono chiaramente che le temperature medie si sono alzate di un grado e questo determina un incremento nella popolazione degli insetti».
Particolarmente minacciosa pare la presenza della cimice, che insidia frutta, verdura e piante ornamentali. Arriva dall’Asia orientale e si chiama Halyomorpha. Già arrivata da qualche anno negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei quest’insetto è motivo di preoccupazione per le conseguenze che potrebbe avere una sua diffusione incontrollata nei campi e nelle aree verdi, visto il suo alto potenziale infestante.
«Come le specie autoctone, questa cimice cerca di rifugiarsi nelle abitazioni per sfuggire ai rigori del freddo. Ce ne accorgiamo perché proliferano in maniera più massiccia – dice Colombo – Va ricordato che quando una specie esotica si insedia, giunge ad avere il sopravvento numerico sulle altre autoctone. Anche la zanzara tigre cerca rifugio al caldo. Ed è emblematica, oltre che del riscaldamento globale, anche di un degrado ambientale diffuso, di scarsa cura dimostrata dall’uomo nella gestione dell’ambiente. Bastano pozze d’acqua piovana che ristagnano per qualche giorno ed essa si moltiplica. La sua presenza è indice di incuria e degrado. E ce ne accorgiamo perché punge di giorno, a differenza delle zanzare nostrane che lo fanno all’alba e al tramonto».
Altro ospite indesiderato che prolifera con il freddo è quel tipo di coccinella volutamente introdotta dall’uomo per attuare la lotta biologica. «Si chiama Harmonia e il suo raggio d’azione si è ampliato – spiega Colombo – La sua voracità è tale che non solo si ciba di afidi e pidocchi delle piante ma ha letteralmente sconquassato le popolazioni di coccinelle locali. Così, da un processo virtuoso è scaturito un danno ecologico».
Insomma, conclude l’esperto, «certe specie che vent’anni fa sarebbero state sterminate con il freddo, ora proliferano senza problemi. Chiarissimo indice del cambiamento climatico in atto. Curioso che l’uomo cerchi analiticamente di documentarlo nelle variazioni delle temperature e nell’innalzamento degli oceani, mentre la natura ci parla con questi indizi più che palpabili. E dobbiamo rassegnarci: per i prossimi decenni sarà sempre così. D’altronde non è un caso che l’ulivo oggi si coltivi anche a Besana Brianza e non solo nella “Zoca de l’oli”».

Nella foto:
Una cavalletta fotografata sulla finestra di un appartamento di Como
15 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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