Clinica Moncucco nel mirino dei medici ticinesi

L’Ordine dei camici bianchi sarebbe interessato all’acquisto
(m.d.) Nelle trattative per la cessione del Moncucco, la clinica luganese che la Congregazione delle Suore infermiere dell’Addolorata, che gestisce l’ospedale Valduce di Como, ha deciso di mettere in vendita, spunta anche l’Ordine dei medici ticinesi.
Secondo quanto pubblicato ieri dal “Corriere del Ticino”, l’organismo elvetico starebbe infatti valutando la possibilità di promuovere una sottoscrizione tra i 1.200 camici bianchi affiliati per concorrere all’acquisto dell’ospedale di Lugano, con un investimento medio pro capite che si dovrebbe aggirare attorno ai 100mila franchi, ovvero circa 80mila euro. Una cifra consistente, che permetterebbe però di arrivare a quei 120 milioni di franchi che, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbero necessari per poter rilevare la clinica luganese.
Nel frattempo, i sindacati elvetici Ocst (Organizzazione cristiano-sociale ticinese) e Ssp-Vpod (Sindacato dei servizi pubblici e sociosanitari) hanno chiesto ancora una volta un incontro urgente con i vertici della Congregazione delle suore del Valduce e con il consiglio di amministrazione della clinica luganese per discutere del futuro del Moncucco.
Una questione, scrivono i due sindacati nel comunicato diffuso ieri, che «genera apprensione tra il personale», il quale «teme i rischi connessi con la vendita dell’istituto a un gruppo privato che ne modifichi la natura no profit». Un punto fondamentale, secondo i sindacati. «Se una tale eventualità dovesse realizzarsi – si legge ancora nella nota – temiamo che vengano riproposte strategie di risparmio già applicate in altre cliniche del Cantone». Per questo, i sindacati chiedono che vengano privilegiate le offerte di acquisto avanzate «da due Fondazioni ticinesi no profit e dall’Ente ospedaliero cantonale».

Nella foto:
L’ospedale Valduce (nella foto) ha messo in vendita la clinica luganese del Moncucco

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