Coach Pancotto: «Cuore, ambizione e passione: i valori della storia per la mia Cantù»

Cesare Pancotto

«Un maestro del basket, un esempio di stile. Di Pancotto apprezzo tantissimo che, in tutti questi anni di carriera, ha sempre lanciato molti giovani. Così come noi, Cesare in passato ha vissuto alcuni momenti difficili, quindi sa cosa voglia dire ripartire da capo». Davide Marson, presidente designato della Pallacanestro Cantù, ha definito così Cesare Pancotto, nuovo allenatore del club brianzolo, presentato ufficialmente ieri. L’evento a Carimate nella ditta di Sergio Paparelli, che nel nuovo organigramma sarà il vicepresidente. Oltre a Marson e Paparelli, erano presenti l’amministratore Andrea Mauri e il general manager Daniele Della Fiori.
Numeri importanti per Pancotto, 64 anni, con l’attivo oltre 1.000 presenze in panchina e 34 campionati disputati tra A1 e A2.
«Cuore, ambizione e passione: sono i valori della canturinità che dovrò trasmettere ai miei giocatori – ha detto Cesare Pancotto – Questo non è il tempo delle promesse, è il momento di lavorare e di prendersi delle responsabilità per una società che è sicuramente in una realtà particolare: tutti sappiamo quanto le gente ami la sua squadra e ne viva quotidianamente con intensità le vicende».
«A chi dice che potrebbe essere alle porte una stagione difficile – ha aggiunto Pancotto – io rispondo che invece vedo questa sfida coma una opportunità: dobbiamo essere tutti positivi e propositivi».
Sulla costruzione della nuova squadra, il nuovo allenatore ha confermato che sul fronte degli italiani si pescherà dalla serie A2, per valorizzare talenti che in Brianza potrebbero trovare una opportunità importante. La formula sarà quella del 6+6 (sei italiani e altrettanti stranieri).
«Abbiamo due obiettivi: desiderio e necessità – ha spiegato ancora Pancotto – Desiderio perché vorremmo prendere tutti i giocatori che ci piacciono; necessità perché dobbiamo far fronte ad un budget limitato. Ma, pur con un budget ristretto, non ci vogliamo far mancare niente, questo è sicuro»
«Cantù ha una grande storia. Dobbiamo portarla avanti diventando moderni – ha concluso il nuovo coach – con gli stessi valori che hanno caratterizzato questo club nella sua tradizione. Entro in punta di piedi e con grande orgoglio, voglio essere contagiato dai tifosi fin da subito, così da trasmettere la passione di questa gente ai miei giocatori».
«La carriera di Pancotto parla da sola e la scelta di puntare su di lui è stata immediata – ha spiegato Daniele Della Fiori – Per la stagione che sapevamo avremmo dovuto disputare e che disputeremo, Cesare rappresentava e rappresenta indubbiamente il profilo più adatto. È un tecnico navigato, al quale però piace ancora accettare nuove sfide, con tanto entusiasmo e stimoli importanti».
Accorato, infine, l’appello di Sergio Paparelli, che, come ha anticipato a sorpresa Davide Marson, sarà il nuovo vicepresidente della Pallacanestro Cantù, una volta definito l’organigramma societario.
«Ho sentito in passato tante persone sostenere che non sarebbero venute al palazzetto perché non gradivano Dmitry Gerasimenko – ha affermato – Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti: dopo il cambiamento societario il palazzetto è sempre stato semivuoto. Ora i veri tifosi canturini devono venire allo scoperto e sostenerci, venendo alle partite. È finito il tempo delle parole, adesso da parte di tutti servono i fatti».

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