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Coach Pancotto risponde ai tifosi: «A Milano il momento più bello»

«La felicità negli occhi dei miei giocatori, dello staff, dei dirigenti e dei tifosi dopo la vittoria nel derby contro Milano. Il selfie finale è stata la sintesi». Per coach Cesare Pancotto, è stato questo il momento più bello della stagione 2019-2020 della sua Pallacanestro Cantù.L’allenatore della S.Bernardo-Cinelandia ha risposto così a un tifoso della sua squadra. L’allenatore dei brianzoli, infatti, dopo il suo giocatore Kevarrius Hayes, è stato intervistato dai sostenitori attraverso la pagina Instagram del club canturino.Numerose le domande che sono giunte al tecnico 65enne di Porto San Giorgio, dalla scorsa estate alla guida della squadra del presidente Davide Marson. «Abbiamo fatto un ottimo percorso, anche se i voti si danno alla fine – ha spiegato Pancotto – Mi trovo in una città che ha cuore, ingegno nel lavoro, valori solidi e orgoglio. Ho, inoltre, pensieri positivi per tutte le persone della Pallacanestro Cantù, che ringrazio».Pancotto si è poi soffermato sull’adattamento dei rookie americani al basket europeo e su quale aspetto ha dovuto insistere.«La mentalità: dare fiducia e certezza. Un giovane deve poter sbagliare e migliorare attraverso gli errori, che non devono mai essere gli stessi. Fiducia significa responsabilizzare, non colpevolizzare. Lavoro quotidiano sull’intensità, sulla concentrazione e sulla conoscenza del gioco, soprattutto di stile europeo, italiano in particolare. Diventare consistenti utilizzando fisicità e atletismo, in modo che sia utile all’interno della partita. Inoltre, continue informazioni, costanti, sui giocatori da affrontare».L’allenatore ha poi parlato della situazione contingente, con lo stop forzato di campionato e allenamenti per l’emergenza Coronavirus. «Ho aumentato la capacità di accettare la novità per il bene di tutti, perché bisogna fare squadra e, praticando basket come sport di squadra, lo ritengo quindi un impegno da mantenere e una volontà che desidero avere. Uso il tempo, inoltre, per migliorarmi e per essere pronto quando, nel prossimo futuro, ripartiremo».Non sono mancate anche curiosità sulla sua carriera, a partire da quella sul miglior giocatore che ha diretto. «Ho sempre detto Darren Daye, che ho allenato a Siena, papà dell’Austin Daye che gioca attualmente a Venezia. Tuttavia, sento di dover ringraziare uno a uno tutti gli atleti che ho avuto l’onore di allenare».A livello di ricordi più belli Cesare Pancotto ha parlato della «nascita dei miei figli», della «promozione con Porto San Giorgio, e di tutte le altre» e delle «due volte in cui sono stato nominato “Coach of the Year” in serie A».

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