Coach Recalcati: «Sento la responsabilità. Cantù non è una squadra qualsiasi»

Carlo Recalcati con Irina Gerasimenko e Kiril Bolshakov

«Sento enormemente la responsabilità. Per me Cantù non è una squadra qualsiasi». Carlo “Charlie” Recalcati da ieri è il nuovo allenatore della Pallacanestro Cantù. Dopo 27 anni, dunque, il ritorno alla guida della formazione della sua città.
Dopo qualche giorno di trattativa, ieri mattina la firma.
Recalcati subentra a Kiril Bolshakov, che rimarrà nell’organico del club con un incarico nel settore giovanile.
Nel tardo pomeriggio la presentazione ufficiale, alla presenza del presidente, Irina Gerasimenko, e degli altri soci e collaboratori della società brianzola. Questa mattina Recalcati parlerà alla squadra e dirigerà il primo allenamento. Al suo fianco, come vice, è stato confermato Marco Sodini.

Carlo Recalcati

Alla presentazione il saluto è stato portato dal presidente Gerasimenko, che non ha mancato di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «Ingaggiando Recalcati – ha detto – abbiamo voluto dimostrare che il nostro è un progetto solido».
«Poi, e qui parlo da moglie – ha aggiunto – voglio chiedere maggiore rispetto per noi, per me e per mio marito Dmitry. Noi ci consideriamo canturini a tutti gli effetti. Abbiamo avuto grandi difficoltà, abbiamo investito molto e ci hanno buttato fango addosso. Mi arrivano insulti sul telefono e anche in occasione dell’ultima partita al nostro palazzetto ho ricevuto parole pesanti. Noi siamo persone che vogliono fare e non perdersi in chiacchiere, sempre disponibili al dialogo con tutti».
Poi è toccato a Recalcati, chiamato al difficile compito di salvare la squadra. L’esordio sarà lunedì sera al PalaDesio contro Reggio Emilia. Il suo contratto è esteso fino al 2018.

Un momento della conferenza stampa

«Era questo il concetto che volevo far passare – ha spiegato il nuovo coach, 72 anni – Mi interessava un progetto che guardasse al futuro, non solo un lavoro imperniato sul presente».
«Su questo abbiamo discusso in questi giorni – ha aggiunto Recalcati – Ovvio che il primo obiettivo sia la conquista della salvezza. Poi penseremo subito al prossimo anno. E sono lieto che Dmitry e Irina Gerasimenko abbiano voluto ragionare anche su un piano a lungo raggio, cosa che capita raramente nei club del nostro Paese».
Come detto, il nuovo allenatore sente molto la responsabilità di far bene… a casa sua. «Sono arrivato a Cantù da ragazzo. Sono stato giocatore e allenatore. Nel 1990 sono stato lieto di aver dato una mano a nascere al gruppo degli Eagles. E da avversario sono sempre stato rispettato anche quando guidavo squadre certo non simpatiche ai nostri tifosi».
«Sono in debito rispetto a Cantù e alla Pallacanestro Cantù – sono state le sentite parole di “Charlie” – e non posso che ricambiare facendo al meglio il mio lavoro raggiungendo l’obiettivo del presente, la salvezza, e costruendo il futuro».

Il nuovo allenatore – alla sua prima esperienza da subentrante – ha poi ammesso: «Non sono più un ragazzino e questa potrebbe essere la mia ultima panchina. Mi auguro di poter andare a referto ben presto al Pianella. È una cosa a cui tengo molto».
Oggi parlerà ai giocatori. «Nessuna tabella da fare. Dobbiamo cercare di vincere tutte le partite. Bisognerà uscire dal campo con la convinzione e la serenità di aver fatto bene il proprio lavoro, al di là del risultato finale. Ho qualche idea su dove intervenire sulla squadra, come è giusto che sia, ma senza stravolgimenti. Il fatto di giocare a Desio? Non mi preoccupa. Sono le persone che contano e lì c’è la gente del Pianella».
Recalcati ha ricevuto anche la “benedizione” di Kiril Bolshakov, pure presente alla conferenza: «Serve una scossa – ha affermato – e sono sicuro che sia arrivata la persona giusta».
Massimo Moscardi

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