Coach Sodini e la gara di Avellino. «Condizionati  dalle vicende societarie»
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Coach Sodini e la gara di Avellino. «Condizionati dalle vicende societarie»

«Siamo al consueto appuntamento con le comiche di Marco Sodini». L’allenatore della Pallacanestro Cantù ha introdotto con queste parole la conferenza stampa di presentazione della partita di Cantù, che domani alle 20.45 è impegnata sul terreno di Avellino. Gara che arriva dopo una settimana in cui c’è stato lo sciopero dei giocatori per la questione degli stipendi e con il viaggio verso la terra irpina (in treno) finanziato last minute.
E poi le tante voci che riguardano la società, con il patron Dmitri Gerasimenko disposto a lasciare le sue quote, la moglie Irina che non ne può più della situazione e sta probabilmente meditando un gesto clamoroso.
In tutto ciò l’allenatore ha preparato la gara di domani, dopo la convincente vittoria interna con i vicecampioni d’Italia di Trento e lo ha fatto a porte chiuse, altra decisione che ha fatto storcere il naso ai tifosi per primi.
«Ho scelto io di andare in treno – ha detto l’allenatore – perché per i giocatori è più comodo. Per quanto riguarda gli allenamenti a porte chiuse, io devo proteggere i miei atleti. Ci sono momenti in cui è necessario chiuderci in noi stessi per lavorare meglio».
Poi Sodini si è soffermato sulla partita. «Avellino è la seconda gara consecutiva contro una formazione di alto livello -ha spiegato – Rispetto a molte realtà del nostro campionato ha già una continuità di rendimento superiore. È una squadra molto aggressiva e fisica, con elementi che sanno sempre trovare una soluzione ai momenti di emergenza con il loro talento».
In trasferta Cantù finora ha sempre perso: «Il mio auspicio è di giocare con la stessa intensità e di replicare quello che siamo riusciti a fare a Desio» ha detto ancora il coach toscano.
Per quanto le vicende extra-agonistiche Sodini ha citato le leggi della fisica. Ma nella sostanza il suo discorso è stato: «Ci sono componenti esterne che condizionano non l’impegno, ma l’attenzione rispetto a quello che dovrebbe essere l’unico obiettivo della squadra, ossia giocare le partite. E io non posso fare finta che questo non succeda».
«Non posso chiudere i pensieri come se fossimo in una paratia stagna – ha spiegato ancora il tecnico – Io sto facendo lo sforzo massimo per tenere la concentrazione sul campo, ma le difficoltà esistono, non le possiamo nascondere. E non è facile: io non so dire oggi se saremo efficienti come noi vorremmo essere».
L’allenatore ha garantito per i suoi giocatori: «C’è una forte componente di partecipazione al lavoro, ognuno dà tutto se stesso, ma non possiamo fare finta che le cose non succedano. Io mi auguro che ad Avellino si veda quello che stiamo facendo nel corso della settimana, e non voglio pensare che non ci siano soluzioni. Cosa servirebbe? Una struttura che consentisse agli atleti di pensare soltanto al campo».
Per il resto, si attendono novità sul fronte societario, anche se è difficile capire quali possano essere gli scenari. Si parla di personaggi legati a Cantù – in primis Carlo Recalcati – che si stanno muovendo per avvicinare imprenditore eventualmente interessati a subentrare alla famiglia Gerasimenko. Ma il nodo principale è legato alla situazione debitoria, una questione decisiva che deve valutare ogni imprenditore eventualmente interessato ad intervenire o a subentrare all’attuale dirigenza.
Massimo Moscardi

27 Ottobre 2017

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