Ufficiale: coach Sodini lascia  Cantù. La lettera commossa ai tifosi. Le foto
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Ufficiale: coach Sodini lascia Cantù. La lettera commossa ai tifosi. Le foto

Marco Sodini, 45 anni, viareggino Marco Sodini, 45 anni, viareggino

Il divorzio era nell’aria e ora è diventato ufficiale. Marco Sodini lascia la Pallacanestro Cantù. L’allenatore viareggino ha infatti dato mandato al suo procuratore di rifiutare ogni offerta della società (attendendo quindi la scadenza del contratto al 30 giugno) e, con una commossa lettera ai tifosi attraverso i social, ha dato l’addio alla società brianzola.  Un finale di storia che era atteso dopo una stagione in cui il tecnico ha condotto la squadra alle Final Eight di Coppa Italia, alla salvezza e, ciliegina sulla torta, ai playoff.

Al di là delle parole di stima del presidente Irina Gerasimenko, sulla scelta del tecnico 45enne hanno sicuramente influito le critiche del patron Dmitry Gerasimenko, che era addirittura arrivato ad esonerare l’allenatore dopo la vittoria interna con Avellino. Una situazione che poi si era ripetuta dopo gara 1 di playoff a Milano, anche se poi i certo non buoni propositi erano rientrati e Sodini ha portato a termine la stagione al posto in cui aveva meritato di stare.

Il patron Dmitry Gerasimenko  Il patron Dmitry Gerasimenko

Marco Sodini era arrivato a Cantù come vice di Rimas Kurtinaitis nel campionato 2016-2017 ed era stato assistente poi di Kiril Bolshakov e Carlo Recalcati. In questa stagione era partito ancora come vice di Bolshakov ed era stato promosso capocoach alla seconda giornata, alla guida di una formazione che molti addetti ai lavori insistevano nel dare come destinata ad un sicura retrocessione. I risultati del suo lavoro parlano per lui in un anno non facile, con un gruppo di difficile gestione (con la scelta degli allenamenti a porte chiuse), problemi economici del club e tante variabili (compresi gli scatti d’ira del patron) che certo non gli hanno facilitato il compito. Il coach toscano non ha per ora altre destinazioni, ma sicuramente i contatti non mancheranno dopo  un campionato esaltante come quello che lui e la squadra hanno disputato e che si è concluso con l’eliminazione ai playoff con l’Armani Milano.

Ecco il testo della lettera che Sodini ha scritto alle persone che amano la Pallacanestro Cantù

Cara Cantù

Ti saluto.
Devo salutarti. Come si saluta un’amica, come si saluta un’amante.
Come sono sempre stato con te e con tutte le persone che pulsano nel tuo cuore
e che adesso pulsano anche nel mio cuore, dirò quel che penso, cercherò di essere quello che sono, mi perderò nei ricordi e qualche lacrima pensando a te.
Avrò parole di gioia e fatica come le ricordano tutte quelle persone che si sono rese conto di cosa sia la pallacanestro vera grazie a te.
Avrò delle fotografie negli occhi che mi ricorderanno quello che era prima di me, quello che è stato , meravigliosamente, con me e quel che di sicuro sarà quando qualcun altro prenderà il mio posto.
Mi hai permesso di respirare pallacanestro. Mi hai aperto le porte di ogni casa, come se fossi stato da sempre parte di te. Mi hai fatto gridare con i tifosi, cantare e piangere con la gente, mi hai svegliato con il suono della voce di qualcuno che voleva sapere come andavano le cose.
Sono stato sgridato quando ho chiuso le porte della palestra, sono stato abbracciato quando a Brindisi abbiamo conquistato la qualificazione di coppa italia e hai moltiplicato le nostre forze mille e più di mille volte ancora.
Mi hai permesso di allenare con Carlo Recalcati, di conoscere Marzorati, Riva, Della Fiori….eccetera eccetera eccetera…
E tutto questo, lo hai fatto da subito, come se fosse normale. La tua gente, mi ha adottato con un sorriso. Io quel sorriso mi sono sforzato di restituirlo da subito, con gli occhi e col lavoro.
E’ stato faticoso, ma non mi sono mai tirato indietro di fronte alla fatica.
Sono entrato dentro un ufficio, sono stato sul parquet, avrei adorato il Pianella, ma ho immaginato che Desio potesse diventarlo e 6000 e più persone l’hanno pensato insieme a me.
Non ho mai smesso di lottare, anche quando non farlo sarebbe stato molto più facile. E sono rimasto comunque io, grazie a tutte le meravigliose persone che mi hanno aiutato.
Per come sono ho cercato di dare a tutti rispetto e avere rispetto del loro lavoro. Ne ho riavuto tanto e tanto ancora di più.
Il rispetto, il rispetto della persona e del lavoro, il rispetto per la maglia, il rispetto per i tifosi, il rispetto per la gente che sceglie e che deve poter scegliere come, quando e se gioire con me.
Ecco, forse per questo, per questo modo di essere, per il timore di non riuscire ad avere lo stesso rispetto e rispettando troppo me stesso per non essere onesto con voi e con me, questo è il momento di andare.
Non alla ricerca di qualcosa di diverso, che comunque ci sarà, con le emozioni diverse che un nuovo viaggio rappresenta sempre, ma alla ricerca di una mia serenità, rispettando quegli stessi valori che secondo me hanno fatto sì che tra me e te, Cara Cantù, ci fosse questo abbraccio intimo e completo.
Me ne vado silenziosamente come merita la custode di una storia talmente importante che le pagine più belle sono ancora da scrivere.
Spero che quando ci vedremo, perchè noi ci vedremo prima poi o in un altro quando, mi sorriderai, paziente, birichina, schietta, arrabbiata, ma adorandomi come io ho adorato essere parte di tutto questo.

Grazie

29 maggio 2018

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Redazione Corriere di Como

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