Cogliere le novità per rilanciare il settore

IL MERCATO IMMOBILIARE A COMO
In un recente convegno dell’associazione degli agenti immobiliari Fiaip, aperto al pubblico, mi sono appuntato alcuni dati su cui riflettere: che appartamenti e quali case vogliono comprare i comaschi in tempi di crisi? Soprattutto con classe energetica alta, a o b, se nuovi, e se usati con pochi problemi di manutenzione. Il resto rischia di rimanere invenduto.
Gli esperti intervenuti nel dibattito, tra cui il presidente dell’Ordine degli Architetti, Angelo Monti, ci hanno ricordato che la questione è allarmante e non si parla solo di risparmio energetico ma di degrado del nostro patrimonio immobiliare: tre quarti delle case hanno più di 40 anni, con conseguenze in termini di vetustà e costi di manutenzione e riscaldamento e ricadute sull’inquinamento.
Mi chiedo come, in tempi di crisi, la comunità possa sopportare i costi di un eventuale adeguamento ecologico delle case, e come le istituzioni possano aiutarla, visto che l’assessore all’Urbanistica, Lorenzo Spallino, presentando il futuro Piano di governo del territorio ha detto nel convegno che proprio questa sarà una delle linee guida. E un’altra linea, lo sottolineo, è stata indicata con particolare forza: servono abitazioni agevolate, per il cosiddetto cohousing, o temporanee, dato che siamo una città universitaria e di passaggio, che ha migliaia di metri quadrati sfitti e dall’altro lato sete di alloggi. Siamo di fronte a una crisi epocale anche nel contesto del mattone, che rimane comunque un bene rifugio forte anche per i comaschi ed è un’attività economica di gran conto sul territorio? Quali opportunità sono da cogliere per riconvertirsi alla bioedilizia visto che a Villa Erba a febbraio ci sarà un’importante fiera del settore?
Chi non si è mobilitato per tempo è ora che lo faccia in fretta. Anche perché ci sono milioni di metri cubi che si potrebbero riqualificare con grazia ed eleganza e in modo funzionale alle esigenze di tutti nelle varie aree dismesse o in svendita da parte di varie branchie dello Stato e della pubblica amministrazione. Una manna per l’edilizia a saperla usare come si dovrebbe.
Inoltre c’è il discorso delle telecomunicazioni. In questi giorni Telecom sta cablando con fibre ottiche molte vie anche in periferia  (penso a via Isonzo, a Breccia) e Spallino nel convengo ha evocato l’urgenza di una città cablata con wifi. In un pianeta in cui oltre il 50% della popolazione vive in uno spazio urbano sono temi urgentissimi. Come ha scritto Vittorio Gregotti sul “Corriere della Sera” esaltando l’opera degli architetti razionalisti comaschi come Cattaneo e Terragni, lo spazio tra le case è essenziale alla vita urbana come le case stesse ed è quindi dovere di chi governa progettarlo in modo sostenibile. Sono sogni possibili o solo utopie?
Pierluigi Testi

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