Colangelo: «Finito il tempo del dualismo tra Como e Varese»

La seconda carica dell’ateneo
«La nostra intenzione è potenziare entrambi i poli valorizzando le competenze e le risorse umane»
Giuseppe Colangelo sarà il braccio destro di Alberto Coen Porisini.
Il nuovo prorettore si dice pronto per affrontare una sfida impegnativa e, ai microfoni di Etv, intervistato da Andrea Bambace, traccia la linea per il futuro della sede lariana dell’università.
«Possiamo dire che cercheremo di sviluppare con il massimo delle nostre forze il polo comasco tenendo ben presente che questa realtà si basa su due aree ben distinte, quella giuridica di Sant’Abbondio e quella scientifica di via Valleggio. La nostra intenzione è potenziare entrambi i poli valorizzando le competenze e le risorse umane che già abbiano». Nel rapporto bipolare tra Como e Varese sul Lario si è vissuto spesso in una sorta di sudditanza, come potrà il prorettore fare crescere il peso specifico del Lario sulla Città giardino?
«La nostra linea che abbiamo sottolineato molto in campagna elettorale e che ha sicuramente convinto molti a consegnarci l’incarico è considerare Como e Varese assolutamente alla pari. Possiamo dire che l’intenzione del nuovo governo dell’Insubria è potenziare Como così come verrà potenziata Varese e sempre al massimo delle nostre possibilità».
«Nel nostro programma elettorale – ha ricordato ancora Colangelo nell’intervista di Etv – abbiamo più volte scritto non Varese e Como ma anche Como e Varese proprio per sottolineare l’assoluta parità delle due sedi. In passato c’è stato qualche problema di natura campanilistica, ma riteniamo che questa fase si debba considerare superata. Il territorio dell’Università dell’Insubria comprende sia la provincia di Como sia quella di Varese, quindi vogliamo sviluppare proporzionalmente tutte e due, comprese le città».
Il Comasco, così come il Varesotto sta vivendo la crisi del settore produttivo. Che ruolo può avere l’università dell’Insubria, pur con dei corsi di laurea non solo tecnici, nel futuro economico del territorio?
«L’università si deve sempre inserire totalmente nel territorio in cui opera, quindi l’Insubria deve preparare giovani seri che possano dare una spinta positiva alle attività produttive presenti. Questo è il nostro obiettivo principale e già stiamo operando da tempo in tal senso. E penso alle lauree professionalizzanti presenti all’Università dell’Insubria, come Scienze del Turismo e ad alcune lauree più di natura scientifica e che si inseriscono bene nell’ambito ambientale ad esempio. La nostra idea è questa – conclude il professore Giuseppe Colangelo, già ordinario del dipartimento di Diritto, Economia e Culture nella sua prima intervista televisiva – l’offerta universitaria deve essere orientata anche al mercato del lavoro».

Nella foto:
Il neoeletto prorettore della sede di Como dell’Università dell’Insubria (Fkd)

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