Colate di ruggine ed erbacce sul Patria, e la burocrazia lo tiene fermo al palo

Battello Patria Piroscafo

Lunghe colate di ruggine, deiezioni di piccioni ed erbacce. È questo in sintesi il triste declino di uno dei sogni più belli e ambiziosi di Como. Veder tornare in navigazione il Patria dopo anni di stop e dopo un lungo iter che ha portato al suo restauro e ha comportato denari ed energie spesi con generosità e lungimiranza.
Uno sforzo che però rischia di essere vanificato. Nel corso di recenti sopralluoghi sono state infatti evidenziate criticità importanti come infiltrazioni e ammaloramenti dovuti a incuria sullo storico piroscafo che si avvicina al centenario.
L’acqua del lago non è salata, ma gli agenti aggressivi e inquinanti sono comunque presenti nel Lario, sia per le parti in metallo che per quelle in legno. Ed è sempre vero un detto universale: le navi da ferme si consumano di più. E poi c’è la pioggia, che è sempre deleteria specie per un natante immobile.
Oltre al degrado agisce sul Patria la nemesi della burocrazia. Il proprietario, e cioè l’amministrazione provinciale, è in attesa di due differenti autorizzazioni che, allo stato attuale, pendono ancora dinnanzi al Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo per la Lombardia: sono la formalizzazione del vincolo di interesse culturale ai sensi degli articoli 10 e seguenti del Codice dei Beni Culturali e la richiesta di autorizzazione all’uso individuale del bene ai sensi dell’art. 106 del Codice dei Beni Culturali. Entrambe le richieste sono state inviate in data 10 gennaio 2019. La risposta era attesa entro 120 giorni, ossia entro maggio.
Per la formalizzazione del vincolo di interesse culturale pare che ci sia una risposta positiva e il documento dovrebbe essere trasmesso a breve, per la seconda, ovvero la richiesta di autorizzazione all’uso individuale del bene la pratica attende ancora la decisiva accelerazione. Decisivo è il parere della Soprintendenza, dato che il bene è vincolato per legge, anche se Villa Saporiti ha già sollecitato sulla questione il ministro ai Beni Culturali Dario Franceschini, tramite il deputato lariano del Pd Chiara Braga.
Ad attendere notizie positive non c’è solo la Provincia, ma c’è anche la società Lake of Como Steamship Company Snc, costituita da Giorgio Porta ed Enrico Guggiari, che a novembre dello scorso anno si è aggiudicata l’appalto ottenendo il via libera della commissione tecnica provinciale. Il verdetto della Soprintendenza è essenziale per dare il via libera ai lavori di ristrutturazione necessari alla ripartenza.

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