Sport

I tifosi del Como: “Via Colella”. La società: “Abbiamo fiducia in lui”

Intervista all’allenatore, mentre allo stadio i tifosi chiedevano ai dirigenti azzurri il suo esonero

1col«Sono sereno come sempre, continuo a mantenere le mie opinioni e mi rendo conto che non posso essere simpatico a tutti. Però io sono così, amo il mio lavoro e rispetto chi mi contesta. Ma allo stesso tempo penso di avere il diritto di dire quello che penso».
Giovanni Colella, allenatore del Como, da domenica si è ritrovato in una centrifuga. Un po’ per la scialba prestazione contro la Pro Patria, un po’ per due dichiarazioni che ai tifosi non sono piaciute, l’allenatore è finito nel mirino. Allo stadio l’altra sera sulla sua panchina è anche comparso lo striscione “Colella vattene”. E ieri sera, in un incontro allo stadio fra dirigenti e i tifosi, ancora una volta è stato richiesto l’esonero del tecnico, che comunque ha ricevuto la fiducia della società. 

Il mister lariano torna su tutti questi argomenti. «Quello che ho detto domenica alla fine della partita pensavo fosse chiaro – esordisce – E francamente non mi sembra di essere andato contro i tifosi».
«Ho spiegato, e ribadisco – aggiunge il tecnico azzurro – che secondo me i ragazzi per l’impegno che hanno messo avrebbero comunque meritato degli applausi piuttosto che i fischi. Lo so anche io che la nostra non è stata una grande prestazione, ma posso garantire che tutti hanno dato il 100% e negli spogliatoi, dopo la partita, ho visto solo tanti volti dispiaciuti. E io volevo difendere i ragazzi». 
Certo è che i tifosi non sono stati teneri con l’allenatore, che hanno definito, tra le altre, «inadeguato», «arrogante» e, a usare una formula gentile «da esonerare».
«È una condizione del mio lavoro – spiega ancora Colella – essere al centro dell’attenzione sempre e finire nel mirino. Le mie frasi possono essere piaciute o meno, ma non cambio idea. I ragazzi, ripeto, meritavano un riconoscimento per il loro impegno. E non torno indietro rispetto alla dichiarazione sugli obiettivi: il nostro sono i playoff e non il primo posto. Stiamo facendo fatica, lo vedo anche io, soprattutto in zona gol, ma stiamo lavorando per trovare una soluzione».
Per quanto riguarda il suo carattere, il mister dice: «Può piacere o non piacere, ma io sono così. So di non poter essere simpatico a tutti, ma io dico che bisogna diffidare delle persone che vanno bene con tutti, come si suol dire dei coperchi che vanno bene con ogni pentola». 
«Magari non sono il personaggio da aperitivo o da cena perché me ne sto 12 ore al giorno a Orsenigo e penso alla mia squadra, al mio lavoro, ma sono fatto così – afferma ancora Colella – Posso non ispirare simpatia e comunque rispetto il diritto dei tifosi di contestarmi civilmente e di non condividere». 
Però il mister tiene e puntualizzare: «Ma è anche un mio diritto – ribadisce l’allenatore degli azzurri – avere delle opinioni, esprimerle, difendere i giocatori, organizzare il lavoro e cercare di fare del mio meglio prima di tutto per il Como. Lo dico con la massima serenità perché so che nel mio lavoro il primo a finire nel mirino e a pagare quando le cose non vanno è il tecnico». 
Colella fa una riflessione partendo dalla scorsa stagione. «Anche se mi rendo conto che non è una prerogativa di questo mestiere – afferma – I conti andrebbero sempre fatti alla fine. Lo scorso anno ho accettato di diventare allenatore della prima squadra in un momento difficile e tutti assieme ne siamo usciti bene, conquistando la salvezza, con i tifosi che ci hanno sempre incitato. Adesso siamo in una fase non positiva ma ogni giorno lavoriamo per uscire da questa fase». 2propatria
Si diceva dell’incontro di ieri sera allo stadio, con i sostenitori che hanno convocato i dirigenti per fare il punto della situazione. Una riunione calda, con la società rappresentata dal presidente Pietro Porro e da Guido Gieri. 
Al centro dell’attenzione le ultime negative prove, ma anche le dichiarazioni dell’allenatore. «Quello del gol è un problema – ha detto il presidente – e anche con le tre punte, schierate domenica scorsa, ci sono stati problemi, con i nuovi meccanismi da rodare». Sul fronte del licenziamento di Colella, chiesto a più voci, il massimo dirigente ha ribadito che la società «crede in lui al cento per cento e nella sua filosofia di gioco. Non guarda in faccia nessuno, anche se ha sbagliato a dire che i tifosi non hanno sostenuto la squadra». Frase, questa, che però l’allenatore nella nostra intervista ha spiegato in maniera differente. 
Ma, a parte questo, Porro ha aggiunto che «la conferma dell’allenatore dopo la salvezza non è stata di comodo. Abbiamo optato per un progetto che dava continuità di lavoro con il gruppo dell’anno scorso». Il numero uno ha anche difeso la scelta della doppia conduzione tecnica con Giovanni Dolci e Mauro Gibellini («svolgono incarichi diversi») e ha ribadito che l’obiettivo sono i playoff («sono ampiamente alla nostra portata, e vincerli per salire in serie B, bisogna avere pazienza, siamo solo alla nona di campionato»).
Infine Porro ha specificato che, se ci sarà la necessità, a gennaio ci sarà un intervento sul mercato: «È nostra intenzione fare numerose operazioni per avere un Como sempre competitivo in caso di risultati non all’altezza».

Massimo Moscardi

5 Nov 2013

Info Autore

Redazione Corriere di Como

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dic: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto