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Colella e Tardelli, mister paralleli

Calcio. A vent’anni di distanza è curioso notare che due allenatori, che sembrano molto lontani, hanno in realtà molti elementi in comune

«L’obiettivo? Cercare di entrare matematicamente al più presto nella griglia dei playoff per poi preparare al meglio gli spareggi per la serie B». Un concetto che mister Giovanni Colella, nella foto,  ripete da tempo.Del resto, come hanno sottolineato in molti, in gare come quelle dei playoff conta soprattutto la preparazione atletica. Al di là dei valori tecnici, alla fine della stagione, insomma, vince chi corre di più, chi ha più benzina in corpo.Un discorso che ha un precedente tutto sommato benaugurante: le stesse parole, infatti, furono quelle che disse Marco Tardelli, allenatore del Como nella stagione di grazia 1993-1994: e al termine di quell’anno arrivò la promozione in B.I tempi sono ovviamente cambiati ma, a vent’anni di distanza, è curioso sottolineare questo parallelismo tra i ragionamenti di due tecnici che hanno molto in comune.All’epoca, come ora, un posto in B andava alla prima, uno veniva assegnato ai playoff. Il Como chiuse quinto, nell’ultima posizione disponibile per andare agli spareggi, ed ebbe con un certo anticipo la certezza di giocare per la promozione.Così Tardelli, con il suo secondo Armando Onesti, ridisegnò la preparazione atletica della squadra azzurra. Il risultato? Nelle ultime gare, semifinale con il Mantova e finalissima con la Spal, il Como era in forma migliore rispetto a squadre che fino all’ultimo avevano combattuto per una migliore posizione in graduatoria e comunque erano state sottoposte a uno stress maggiore.E dopo aver vinto per 2-1 nella finale di Verona contro la Spal, alla fine arrivò la promozione alla categoria superiore.Come detto, i tempi sono cambiati, ma chi conosce le vicende storiche e attuali dei lariani non può non notare l’assonanza. Altra caratteristica che accomuna Tardelli e Colella è il fatto che entrambi sono giunti sul Lario da emergenti. Con storie e situazioni differenti, ovviamente, uno è stato grande giocatore e campione del mondo in Spagna nel 1982, mentre l’attuale allenatore si è fatto una lunga gavetta. Ma entrambi, altro fattore comune, sono stati una scommessa dei loro dirigenti.Nel 1993 Tardelli fu chiamato dall’allora direttore sportivo Giancarlo Beltrami quando guidava la Nazionale Under 16 e scelse di mettersi alla prova alla guida di un club.Colella ha avuto la sua opportunità lo scorso anno quando fu chiamato dal presidente Pietro Porro, mentre allenava la formazione Berretti al posto di Silvio Paolucci, a cercare di salvare gli azzurri. Missione compiuta all’ultima giornata con la vittoria sul campo di Carpi. Un obiettivo che fino a qualche settimana prima pareva improponibile, con i lariani che erano destinati a fare i playout per non retrocedere. Poi al mister trevigiano è stata data la possibilità di proseguire la sua opera quest’anno.E in comune Tardelli e Colella hanno anche il fatto di essere normalmente interlocutori loquaci durante discussioni informali, mentre sono decisamente meno ciarlieri durante le interviste per così dire ufficiali. Poi magari il primo negli anni è cambiato, visto che è diventato anche opinionista radiofonico e televisivo, ma sul Lario lo si ricorda simile al suo attuale successore sulla panchina lariana.A voler esagerare si può dire che entrambi condividono anche il Vicenza come avversario serale. Il Como neopromosso in B – che aveva mantenuto in panchina Tardelli – nel torneo 1994-1995 esordì in una gara serale contro il Vicenza (0-0 il finale).Anche Colella nella stagione attuale, nella prima sfida casalinga stagionale (pure in notturna) ha guidato i suoi proprio contro i biancorossi. Ma in questo caso è giunta una vittoria per 2-0 per i lariani.Precedente benaugurante, visto che proprio il Vicenza è il prossimo avversario dei lariani. L’attualità torna stringente e domenica prossima allo stadio Menti serve una prova di carattere, cosa che certo non manca ai due “mister paralleli”.

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